Oggi, giovedì 17 giugno, riprendono a Bruxelles le discussioni per la formalizzazione della Costituzione Europea, una costituzione osteggiata da molti Paesi e che nell’ultimo anno non è riuscita ad essere mai concretizzata. Oggi, oltre agli annosi e tuttora irrisolti problemi relativi alle politiche economico-fiscale, estere e di difesa, i rappresentanti dei 25 Paesi dell’Unione dovranno riflettere anche sul fatto che solo il 44% dei cittadini ha votato per il rinnovo dell’Europarlamento (con picchi del 20% in Slovenia e del 27% in Gran Bretagna): segno inequivocabile dello scarso interesse che il dibattito suscita tra le persone. Inoltre le campagne elettorali dei vari schieramenti sono state tutte caratterizzate da questioni interne ‘nazionali’ più che da un ragionamento sensato su come dovrebbe essere questa ‘nuova Europa’. I movimenti da sempre propongono che la partecipazione dei cittadini sia vera e propositiva, che si costruisca un nuovo concetto di cittadinanza europea, che non dimentichi i tantissimi cittadini migranti che arricchiscono ciascun Paese, che sia contro la guerra e che tutto questo tenga presente la necessità di sviluppare un forte federalismo municipale. Ne abbiamo discusso con Luca Casarini.

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