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Venerdì 18 giugno 2004 12:05 Né qui Né altrove: blocco dei lavori del CPT di Gradisca D’Isonzo (GO)

ore 11.55 - Oggi nell’ambito delle mobilitazioni nazionali per i diritti dei migranti e contro i CPT circa 100 attivisti sono entrati nel Centro di permanenza temporanea in costruzione a Gradisca D’Isonzo in provincia di Gorizia, un’ex caserma. Un CPT grandissimo quello di Gradisca, che dovrebbe ospitare 200/250 persone. Gli attivisti hanno dato vita ad azioni dirette contro il muro di recinzione del centro, colpendolo simbolicamente con delle mazze [ audio ] e sanzionando dal basso la struttura, i macchinari e gli attrezzi da costruzione, bloccando di fatto i lavori. Dopo essere usciti dal CPT si è svolta una conferenza stampa all’esterno del centro [ audio ].
L’iniziativa ha voluto denunciare che i lavori di costruzione stanno continuando nonostante le dichiarazioni dello scorso gennaio, con le quali Illy (Presidente della Regione), Pisanu, Antonaz (Assessore regionale) e il sindaco uscente di Gradisca, Fabbris, assicuravano che i lavori erano congelati. L’area è grandissima, un CPT "all’avanguardia" che potrebbe ospitare intere famiglie. Le persone che finiscono nei CPT non hanno commesso nessun reato. I CPT vanno chiusi!
L’iniziativa è stata promossa dal Tavolo migranti nazionale, Rete precariato sociale, l’Ass.ne Razzismo Stop di Padova, il centro sociale La Chimica di Verona, gli Sportelli degli Invisibili del nordest, il centro sociale Magazzino 47 di Brescia, il Comitato M21 di Treviso, attivisti sloveni, disobbedienti del nordest.
La prima corrispondenza dal CPT di Gradisca.
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"Il dato preoccupante che ci ha fatto muovere oggi è che i lavori stanno procedendo ad una velocità pazzesca con l’impressione che vogliamo terminarli prima dell’estate. Tutto questo accade nell’assoluto silenzio. Questa mattina abbiamo voluto denunciarlo".
Le dichiarazioni di Andrea, Rete precariato sociale
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Un’intervista con Alessandro Metz, consigliere regionale dei Verdi.
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"L’iniziativa di oggi è molto importante. Si è parlato di Europa durante queste elezioni come se il problema fosse solo quello di votare, mentre ion realà l’Europa si fonda su questo tipo di strutture. Strutture della deportazione, della deportazione che si sono purtroppo in tutta Europa. Per questo oggi aver bloccato i lavori è un’iniziativa che parla di quella che è l’Europa che vogliamo".
Queste le valutazioni di Sergio del Comitato M21.
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"I centri di detenzione vanno chiusi. Va bloccata la politica dello stato che li ha istituiti e intende costruirne altri, perchè sono dei luoghi di sospensione del diritto". Un’intervista a Roberto Malesani, avvocato
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"L’allargamento dell’Europa ad est non prevede anche l’allargamento dei diritti per i cittadini, gli uomini e le donne che anche dall’est cercano di raggiungere il nostro paese. E’ stato praticato materialmente il blocco dei lavori di questo centro che vuole rilanciare un ragionamento sul cuore dell’Europa che sia l’Europa delle cittadinanze, l’Europa libera dai confini, l’Europa senza CPT".
L’intervento di Vilma dell’Ass.ne Ya Basta.
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Giovedì 17 giugno 2004 16:26 La Costituzione di un’Europa che non c’è!

Oggi, giovedì 17 giugno, riprendono a Bruxelles le discussioni per la formalizzazione della Costituzione Europea, una costituzione osteggiata da molti Paesi e che nell’ultimo anno non è riuscita ad essere mai concretizzata. Oggi, oltre agli annosi e tuttora irrisolti  (...)

Giovedì 17 giugno 2004 16:22 CPT – Il ministro Giovanardi accusa di slealtà MSF per il rapporto sui centri

Ormai è ufficiale: a Medici Senza Frontiere è stata impedita l’entrata in alcuni cpt e centri di identificazione perché il Rapporto pubblicato pochi mesi fa è stato un atto sleale e un duro colpo verso il governo. I centri di identificazione per i richiedenti asilo  (...)

Giovedì 17 giugno 2004 16:16 Il carcere continua a mietere vittime

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Mercoledì 16 giugno 2004 14:53 Sabato 19 giugno: Per un pds slegato dal lavoro, contro la precarietà e la deportazione dei migranti!

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Mercoledì 16 giugno 2004 14:08 Palestina - Sharon prosciolto dall’accusa di corruzione

Il premier israeliano Sharon è stato prosciolto dall’accusa di corruzione sul caso cosiddetto “dell’isola greca”: un grave errore secondo il quotidiano israeliano Ha’aretz che evidenzia le precedenti torbide operazioni finanziare del premier. Ora Sharon può  (...)

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