Questa mattina è scattata la perquisizione dei locali di Officina Sociale, lo spazio autogestito di Monfalcone sede di diverse associazioni e progetti. Il motivo di questa azione è la ricerca di sostanze stupefacenti all’interno di una non ben specificata indagine in corso nel monfalconese. In contemporanea venivano perquisite anche due case di attivisti monfalconesi. Un’azione quella di questa mattina che si colloca all’interno di un clima repressivo che da diversi mesi si respira in questi territori, un clima di "caccia al consumatore".
Officina Sociale è un contenitore dove negli anni hanno trovato spazio diverse associazioni, dall’Ass. Ya Basta! all’Ass. Nuova Entrata Libera, la capofila appunto del Progetto Officina Sociale. Nei locali di via Natisone è presente anche l’Ass. Difesa Lavoratori con un proprio sportello Caf ed il Progetto Bassa Soglia-Drop In, un progetto di riduzione del danno portato avanti dall’Ass. Nuova Entrata Libera in collaborazione con il Comune di Monfalcone e l’Azienda Sanitaria.
Durante la perquisizione sono stati violati i computer dell’Ass. Nuova Entrata Libera e dell’Ass. Difesa Lavoratori con cui viene fornito il servizio Caf.
L’azione di oggi è un fatto gravissimo che colpisce chi cerca di creare inclusione sociale attraverso progetti reali sperimentando nella quotidianità pratiche di riduzione del danno e di aiuto per la popolazione migrante.
Mauro Bussani, Associazione Nuova Entrata Libera
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Luciano Capaldo, Progetto Bassa Soglia-Drop-In
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Comunicato di solidarietà dalla Casa delle Culture
Rassegna stampa:
Da Il Piccolo di Trieste - L’antidroga al Centro contro l’emarginazione
Dal Messaggero Veneto - Blitz anti-droga al Centro sociale di via Natisone