RASSEGNA STAMPA

da Il Piccolo di Trieste del 6 giugno 2008

Il sindaco incontra i volontari

Domani la manifestazione contro il blitz antidroga

Venezia Giulia - Venerdì 6 giugno 2008

Gazebo informativi allestiti in piazza

Il Comune sostiene l’efficacia dell’attività di contrasto alle tossicodipendenze portata avanti dai volontari e dagli operatori dell’Officina sociale di via Natisone 1, la struttura comunale che ospita sia il Drop, sia il Centro a bassa soglia, e che lo scorso 19 maggio è stata oggetto di un blitz antidroga. Lo ha ribadito ieri sera l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, la quale non ha inteso fornire valutazioni politiche sulla grande mobilitazione di sabato pomeriggio lanciata ieri dagli attivisti di «Entrata libera» – l’associazione che gestisce l’Officina – ma invece ha sottolineato «l’appoggio fornito sempre dal Comune a questo tipo di struttura». «Sotto questo profilo – ha commentato Morsolin – la manifestazione intende sollevare il problema della droga e della prevenzione e pertanto non posso che essere d’accordo. Per l’amministrazione i servizi forniti dal Drop in e dal Centro bassa soglia sono validi: essi rappresentano una realtà importante per la collettività. Si dimostrano e si sono dimostrati molto utili per il contrasto alle tossicodipendenze. Ritengo che ciò sia stato sempre riconosciuto, sia pubblicamente che nei vari incontri istituzionali. Il Comune l’ha sempre appoggiato. Ogni altra valutazione, di carattere anche politico, spetta al sindaco Gianfranco Pizzolitto che incontrerà domani (stamattina) i volontari del centro per discutere la questione della manifestazione e dei fatti recentemente avvenuti». La perquisizione di cui è stata oggetto l’Officina sociale è state condotta da Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza su ordine della procura di Gorizia. A essere interessate sono state altresì due abitazioni private. Le indagini sarebbero ancora in corso.
Per quanto riguarda la manifestazione di sabato, aperta a tutti, va detto che verranno predisposti dei gazebo informativi in piazza della Repubblica, mentre la mobilitazione prenderà avvio alle 16.30. Lo slogan dell’appello appare più che eloquente: «La repressione non guarda in faccia nemmeno i servizi. Dipende da noi fermarla». E così pure il quadro delineato sulvolantino dell’iniziativa, già messo on line al sito globalproject, dove tra le varie cose si legge: «Monfalcone ha percentuali di infiltrazioni camorristiche sotto l’occhio di tutti che oltre a determinare situazioni di caporalato nel mondo della cantieristica navale, ha creato autostrade per la cocaina. Inoltre la vicinanza con i paesi dell’Est fornisce un mercato di eroina a buon mercato e con un livello di purezza più alta della media.
In questo contesto la perquisizione agli uffici di Officina sociale assumono un valore politico del tutto particolare: impaurire e mettere il bavaglio a chi denuncia queste cose e ne vive tutte le contraddizioni proponendo un approccio diverso teso al rispetto delle persone ed alla promozione dei diritti, contro la devastazione e l’esclusione sociale. Temiamo che quanto successo in Venezia Giulia non sia affatto un caso isolato, e che sia l’inizio di un attacco di più grande portata. Il rischio che altri progetti di inclusione in Italia possano essere sotto attacco in futuro è concreto».
Tiziana Carpinelli

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