La giornata di mobilitazione di sabato è ormai alle porte. Mentre gli operatori del Progetto Bassa Soglia hanno ottenuto un incontro con il sindaco Pizzolito continuamo a proporvi dei contributi audio e rilanciamo l’invito a tutti per domani ad essere presenti in piazza a Monfalcone dalle ore 16.30.
Cristian, di Officina Sociale, ricorda qual’è il clima che si respira a Monfalcone in questi ultimi mesi, dagli sgomberi delle case al controllo del terriotorio attraverso una sua militarizzazione.
"Domani saremo in piazza, nel luogo centrale della città, e riprenderemo la piazza da troppo tempo negata alla cittadinanza, ai movimenti, alle vere istanze di questa città, per portare tutte le contraddizioni all’interno di questo territorio e per dire semplicemente che noi vorremmo cominciare a pensare, a costruire una città veramente "di chi la abita", veramente vissuta e pensata non per diventare un laboratorio del controllo sociale, un laboratorio di guerra, ma tornare ad essere quello che Monfalcone era qualche anno fa, e cioè un laboratorio di convivenza, un laboratorio di cittadinanza nuova..."
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Fabio Scaltritti, Comunità San Benedetto al Porto.
"Io penso che il ragionamento che facevo pocanzi sul fatto di essere tornati a vent’anni fa come cultura sulla politica delle droghe abbia molto a che fare con questi episodi perchè in qualche modo vent’anni fa si pensava che avesse dignità, o potesse avere dignità, soltanto la persona che si rivolgeva ai servizi per smettere di usare sostanze, tutti gli altri facevano parte di quel mondo di "disgraziati", "disperati", di persone a cui non si offriva niente se non l’uscita dalle sostanze. Era diventata una situazione drammatica, si era creata un’esclusione di tutti quei soggetti che per qualsiasi motivo non riuscivano ad interrompere o a smettere l’uso delle sostanze. In qualche modo erano colpevolizzati....
Credo che oggi stia tornando un pò di nuovo alla carica questo modo di fare cultura rispetto alle sostanze, soprattutto rispetto ai consumatori. Cioè o sei tossicomane, consumatore che chiede aiuto e quindi hai dignità, puoi essere aiutato, maa se sei una persona che consuma e che quindi ti rivolgi ai servizi di bassa soglia perchè comunque non si riesce ad interrompere il fenomeno del consumo, allora devi essere emarginato, colpevolizzato, ghetizzato..."
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Francesco Bellosi, Comunità il Gabbiano
"Quello che è successo a Monfalcone penso che sia parte di una situazione nazionale in cui l’aria per chi agisce nel sociale in modo secondo me corretto, cioè perchè agire in modo corretto vuol dire lavorare con le persone a partire dai loro bisogni e non dalle imposizioni che si possono dare nei loro confronti, è sempre più irrespirabile. Cioè mi viene in mente rispetto anche alla cosa accaduta a Monfalcone una frase molto significativa detta da un "giovane bene" di Verona i giorni dopo l’uccisione di quel ragazzo da parte di queste ronde, come dire, un pò improprie che intendono ripulire a loro modo le città, e cioè "abbiamo ripulito la città di Verona dagli zingari, dai drogati e dai comunisti". Credo che il clima sia questo e che contro questo clima occorerebbe riprendere l’iniziativa sul piano culturale, politico, sul piano della mobilitazione...."
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