I corpi delle donne sono al centro di un quotidiano dibattito mediatico e politico-culturale.
Strattonati dagli attacchi alla 194, strumentalizzati dalla recente campagna elettorale e utilizzati per impostare nuove politiche securitarie e di controllo, questi stessi corpi sono stati anche in piazza tra dibattiti e iniziative moltitudinarie non soltanto per difendersi da questi attacchi ma anche per avviare nuovi percorsi di autodeterminazione.
Per questo ci siamo messe in movimento: per non essere ingabbiate in una definizione di vita troppo spesso considerata soltanto ad una delle sue estremità, quella embrionale, una vita quindi, da difendere, controllare e proteggere... quando per noi invece la vita è questa, quella reale,che viviamo tutti i giorni, la "vita di mezzo", precaria, migrante, metropolitana, autodeterminata e veramente viva.
Con Alisa Del Re e Judith Revel abbiamo affrontato e discusso alcune delle tematiche che ci hanno visto protagoniste negli ultimi mesi.
Senza voler sintetizzare momenti e motivazioni che ci hanno portato in tante, tantissime nelle piazze, vale la pena di sottolineare alcuni degli elementi che stanno caratterizzando questa lotta: innanzitutto la capacità di fare "rete" coniugando tematiche più generali a concrete realtà territoriali, l’esigenza di praticare il terreno dell’inchiesta e di analizzare, partendo dalle nostre città e dalle nostre metropoli, i nodi conflittuali più scottanti, ed infine la consapevolezza che quando affrontiamo tematiche di "genere" lo facciamo sfuggendo a definizioni che spesso servono a incasellare per normare comportamenti e desideri.
Violenza contro le donne e libertà di scelta | Alisi Del Re
Rifiutare etichette identitarie| Judith Revel
Il genere come relazione tra due soggetti | Alisi Del Re
Soggetti non assoggettati | Judith Revel