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Venerdì 25 luglio 2008 23:36 Brasile: Un altro sviluppo è possibile? L’esperienza della Cooperativa Regional da Chapada Diamantina

PresenzAttiva in Bahia – Carovana ‘08

La Cooperativa Regional da Chapada Diamantina nasce diversi anni fa per rispondere alle esigenze delle 4 Brigadas del MST della Regione di trovare finanziamenti per le attività agricole, spazi di mercato per la commercializzazione dei prodotti provenienti dalle aree di riforma agraria e per incentivare e motivare le aree ancora in occupazione a resistere e produrre nonostante le precarie e difficili condizioni di vita e di lavoro.

Infatti, se da una lato la presenza di Lula al Governo Federale e di Wagner (PT) al Governo Statale hanno dato un po’ di tregua al MST Bahia per quanto riguarda la repressione e hanno risolto alcuni problemi di base delle comunità attraverso i programmi Fome Zero, Sete Zero, Luz para Todos, (che hanno fornito energia elettrica alle comunità, contribuito alla costruzione di cisterne per raccogliere l’acqua piovana e distribuito ceste alimentari o assegni familiari), d’altro lato i numeri delle famiglie insediate sono rimasti inalterati, il credito agricolo e l’assistenza tecnica sono spesso inaccessibili e la macchina burocratica continua ostacolando le comunità nel loro lavoro di produzione e di accesso alla terra e al mercato per la vendita dei prodotti. Inoltre, i programmi puramente assistenziali del Governo non sono stati accompagnati dalla creazione di reali possibilità di sviluppo delle comunità e sono mancati gli investimenti nell’agricoltura familiare, preferendo dare priorità all’agrobusiness.
Oltre a ciò, i recenti cambiamenti climatici, la mancanza di adeguati sistemi di irrigazione delle aree destinate alle coltivazioni, la poca esperienza in agricoltura delle famiglie e l’assenza di accompagnamento tecnico nelle comunità, la presenza di progetti agricoli che non tengono conto della complessità e biodiversità di ogni zona, limitano le possibilità di sviluppo delle aree di riforma agraria.

Questa situazione genera un grande sconforto tra le famiglie, che si vedono impossibilitate nella creazione di forme di lavoro produttivo in grado di garantire una rendita minima e la costruzione di un ambiente di vita dignitoso, favorendo così l’abbandono delle comunità e il ritorno a una vita di stenti nelle città.
Per riuscire a risolvere queste problematiche la Cooperativa Regional da Chapada Diamantina è riuscita a sfruttare a proprio favore, con non poche negoziazioni, un progetto che la Petrobras, la Compagnia Petrolifera Brasiliana (interessata all’acquisto di “mamona” per la produzione di biodiesel) aveva proposto alla CCA – BA, la Cooperativa Central dos Assentamentos da Bahia LTDA, presente in tutto lo stato.

Una recente legge del Governo Lula, impone infatti che il 50% del biodiesel che viene prodotto in territorio brasiliano provenga dalle aree di riforma agraria. La Petrobras ha perciò siglato un accordo con la CCA - BA, scendendo a patti con il modello di agroecologia incentivato dal MST: l’utilizzo della terra in forma prioritaria per la produzione di alimenti e in secondo luogo con coltivazioni destinate al mercato, e la produzione di agrocombustibili utilizzando piante non alimentari, come appunto la mamona.
Il progetto è ancora in fase sperimentale e come ci raccontano Ronaldo, l’agronomo del MST incaricato dell’accompagnamento tecnico alle comunità della Chapada, e Gilmario, il Coordinatore di Brigada che sta accompagnando in questi giorni la Carovana di Ya Basta!: “ i due leoni si stanno studiando”.

“Sicuramente le comunità coinvolte stanno riuscendo a trarre dei vantaggi da questa esperienza, perchè viene loro fornito il materiale, le sementi, i macchinari e l’assistenza tecnica di cui hanno bisogno, ma abbiamo dovuto lottare a lungo per far valere le nostre richieste, come quella di combinare la coltivazione di mamona con una alimentare (fagioli, miglio o patate) e che il progetto coinvolgesse anche le aree in occupazione – commenta Ronaldo – Il progetto ha così contribuito a ridurre del 90% il problema dell’abbandono delle comunità e ha aumentato il livello di motivazione personale a continuare a resistere soprattutto nelle aree di acampamentos; inoltre essendo un progetto definito sta garantendo organizzazione e controllo della produzione, stabilità di rendita e stiamo riuscendo a coinvolgere le comunità nelle fasi di discussione e rinegoziazione del progetto per riuscire ad adattarlo al meglio alle caratteristiche della nostra realtà rurale”.

“Altra soddisfazione personale - commenta Gilmario mentre mostra alcune coltivazioni nelle comunità visitate dal gruppo della Carovana di Ya Basta! – è che stiamo riuscendo a dimostrare che le sementi naturali che lo stesso MST produce, anzi che la stessa natura produce, sono le migliori. Quelle che ci vengono fornite dalla Petrobras fanno crescere piante di mamona che non arrivano oltre l’anno di vita e che non rendono se la terra non viene coltivata con fertilizzanti chimici.
La mamona è una pianta infestante, che cresce in modo rapido e spontaneo e si riescono a fare circa 3 raccolti in un anno. Ogni seme che cade a terra genera una nuova pianta e questa regione è perfetta per la sua coltivazione. Grazie agli studi che abbiamo effettuato abbiamo visto che il guscio delle sementi è un ottimo fertilizzante naturale e possiamo approfittarne per rendere fertile la terra destinata agli orti.
La nostra priorità rimane la Sovranità Alimentare del popolo brasiliano e lo sviluppo di una agricoltura ecologica che rispetti la biodiversità e il lavoro degli uomini e delle donne delle nostre comunità.”

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