Stop war on graffiti, la memoria non si cancella
In pieno agosto, approfittando di una citta’ che un po’ sonnecchia, la giunta cancella i murales dedicati a Carlo Giuliani e a Dax, il primo in via Bramante e il secondo sulla Darsena.
Sono oramai mesi che la giunta ha dichiarato guerra ai writers in citta’ e con la sua campagna "I lav Milan" spende milioni di euro per far tornare grigi i muri della citta’. Tutto cio’ si inserisce nel quadro di un "allarme sicurezza" in cui ovviamente, ogni volta, sono i giovani, i migranti, i precari ad essere additati, sono la creativita’, l’espressione, la costruzione di socialita’ e autonomia ad essere colpite. Nessuno dei signori della giunta ama parlare dei molti motivi per cui Milano e’ invivibile, non della mancanza di diritti, non del fatto che la salute e’ quotidianamente messa in pericolo da una delle citta’ piu’ inquinate d’Europa.
L’attacco ai murales di Carlo e Dax segna pero’ un attacco alla memoria della citta’ e non solo dei movimenti, la volonta’ di cancellare la storia e di non ricordare la mattanza di Genova cosi’ come l’omicidio di un ragazzo, di un compagno, da parte di quei fascisti che proprio a Milano vorrebbero riaprire una sede.
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Vai allo speciale dell’ottobre 2008 sul graffito di Carlo Giuliani Oggi come sempre in molti non possono accettare di essere messi a tacere, di essere cancellati, la vergogna compiuta il 6 agosto non sara’ l’ultima parola.