Questa mattina, intorno alle 5.30, un folto numero di agenti di polizia municipale, polizia di stato, carabineri e digos si sono presentati in via Compagnoni, per sgomberare lo stabile ai civici 39-41 dalle cinque famiglie che lo stavano occupando.
Dopo le devastazioni, i tentativi di isolare le famiglie occupanti, il sindaco e la sua amministrazione vogliono così mettere a tacere il lavoro che da due anni a questa parte il collettivo sottotetto svolge in città, rispetto al problema dell’emergenza casa.
Un’operazione di polizia in grande stile, in perfetto stile "sindaco sceriffo", utile all’amministrazione comunale, guidata da Graziano Delrio, per entrare nel vivo della campagna securitaria introdotta dal ministro Maroni.
Gli occupanti hanno però deciso di resistere: incatenati al balcone di uno degli appartamenti.
Quando verso le 05:30 del mattino, vigili del fuoco, lavoratori edili e agenti della polizia municipale camuffati da operai sono sopraggiunti difronte la palazzina sotto sgombero di via Compagnoni, si sono trovati a fronteggiare l’asserragliamento del collettivo sottotetto all’interno dello stabile.
Le entrate principali del palazzo sono state bloccate, nel tentativo di rendere più difficoltoso lo sgombero in atto. Dal balcone gli occupanti hanno difeso ed espresso il proprio diritto a quella forma di resistenza, contestando le politiche mafiose in campo edile che frequentemente si celano sotto la ben conosciuta bandiera della legalità.
L’eccessivo spiegamento di forze dell’ordine nel giro di un’ ora ha portato alla scoperchiatura delle barricate e al conseguente accesso al secondo piano della palazzina, dove il collettivo sottotetto formulava la propria protesta resistendo con il proprio corpo e la propria determinazione all’atto di sgombero.
I ragazzi e le ragazze del collettivo sono stati trascinati via dopo gli estenuanti tentativi delle forze dell’ordine di scioglierli dall’intrigo di catene e corpi che essi stessi avevano autonomamente creato.
Una volta portati fuori sono iniziati i lavori di sgombero e demolizione degli interni dello stabile, ed è stata così indetta una conferenza stampa.
La giornata di oggi segna l’inizio ufficiale della campagna elettorale del sindaco per le amministrative previste nel 2009, una campagna che, dopo la batosta alle elezioni politiche, si prefigura già incentrata sui temi di legalità e sicurezza.
Il sindaco e la sua amministrazione vogliono così dimostrare di non avere il pugno meno duro dei leghisti, ma al contempo rifiutano di prendersi le responsabilità politiche dello sgombero, riducendo semplicemente questa pratica a "questione di ordine pubblico" (per quanto riguarda gli "abusivi" del collettivo Sottotetto) o a normale burocrazia (giustificandosi affermando che i lavori di riqualificazione devono andare avanti senza intoppi).
Non a caso, infine, tutto ciò succede nel bel mezzo dell’estate, pochi giorni prima di ferragosto, quando in vacanza, oltre al sindaco, è la maggior parte dei cittadini di Reggio Emilia.
L’orario e il periodo dell’anno scelti per lo sgombero, sembrano proprio voler sottolineare il fatto che il Comune non ha esattamente la coscienza pulita e la così totale sicurezza di essere nel "giusto".
Multimedia:
Vedi il video dello sgombero
Galleria fotografica
Intervista a Federica, coll. Sottotetto [ audio 01 ]
Intervista a Sandra, famiglie sgomberate [ audio 02 ]
Intervista a Mariam, famiglie sgomberate [ audio 03 ]
Rassegna stampa:
Articolo de "Il Resto del Carlino Reggio" del 14-08-08 [ leggi l’articolo ]
Articolo de "La Gazzetta di Reggio" del 14-08-08 [ leggi l’articolo ]
Articolo de "L’Informazione di Reggio" del 14-08-08 [ leggi l’articolo ]
Links:
Speciale: Una trave nell’occhio avido dell’amministratore [ vai all’articolo ]
Reggio E.-Bloccato il tentativo di isolamento elettrico di uno stabile occupato [ vai all’articolo ]
Collettivo Sottotetto - Habitat #2 [ vai all’articolo ]