Procedono i lavori per la costruzione della nuova base americana di Vicenza.
Il Consiglio di Stato ha annullato lo stop stabilito in precedenza dal Tar di Venezia
La base americana di Vicenza "Dal Molin" va avanti. Il sì arriva dal Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso presentato dal Codacons per la revoca dell’ordinanza con la quale il 29 luglio scorso era stato dato il via libera alla realizzazione dei lavori di ampliamento della base Usa di Vicenza. La IV sezione ha così annullato lo stop stabilito in precedenza dal Tar di Venezia.
I giudici di Palazzo Spada hanno spiegato che, in vista dell’ampliamento, la questione ambientale sollevata dal Codacons era già stata esaminata e non erano emerse ragioni di grossi danni al territorio. Anche per il referendum popolare richiesto, nella sentenza si precisa che "questo non è previsto per legge ma è una possibilità eventuale vagliata dalle direttive comunitarie".
Il ricorso del Codacons è stato respinto perché, scrive il Consiglio di Stato, "non è comunque sufficiente la dimostrazione di un danno grave ma è altresì necessaria la sussistenza di elementi di fondatezza in diritto della istanza stessa".
Ora la questione dell’allargamento della base Usa passerà al Tar del Veneto che l’8 ottobre prossimo deciderà in merito. Intanto la zona di demanio militare è stata consegnata agli Stati Uniti e da questi alle cooperative appaltatrici che inizieranno i lavori.
Il Codacons, intanto, si dichiara "moderatamente soddisfatto" sull’esito del proprio ricorso, nonostante tutto. Secondo l’associazione a tutela dei consumatori, il Consiglio di Stato ha così riaperto la strada all’unico giudice competente sulla materia, il Tar del Veneto. "Inoltre - sottolinea il Codacons - la nuova sezione ha precisato che quanto affermato nell’ordinanza del 29 luglio non è vincolante per il Tar del Veneto che quindi potrà annullare le autorizzazioni concesse e disporre il blocco per la costruzione della base".
Soddisfazione anche in merito alla consultazione popolare: "Mentre la precedente ordinanza aveva lasciato intendere che fosse vietata, scatenando a Vicenza denunce a livello politico, ora - ha aggiunto il Codacons - si è precisato che è comunque prevista, oltretutto da una direttiva europea che prescrive di acquisire l’opinione della popolazione".