La lettera inviata al quotidiano "Liberazione" dal sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli:
Un tempo si diceva ‘restiamo ai fatti’. Espressione evidentemente passata di moda come il vinile, a leggere la cronaca (riportata quest’oggi da ‘Liberazione’) della giornata al mare del signor Giorgio Cremaschi. Non entro nel merito delle Sue opinioni, compresa quella del boicottaggio terapeutico per la ‘cattiva’ Rimini. Entro però nel merito dell’episodio in sé, il cui andamento non mi pare interpretabile: durante un servizio antiabusivismo commerciale in spiaggia, un venditore non autorizzato al quale stava per essere sequestrata merce contraffatta si è scagliato contro alcuni agenti della Polizia Municipale mandandone quattro al Pronto Soccorso dell’Ospedale locale. Prognosi: tre operatori giudicati guaribili in 7 giorni, uno in 5. L’uomo verrà giudicato venerdì dal Tribunale di Rimini per questa violenza.
Neanche la versione molto ma molto parziale del signor Cremaschi insiste su pugni, cazzotti, calci o azioni sbrigative da parte dei vigili urbani. Non sarà che esse non sono avvenute e gli agenti di Polizia Municipale hanno agito con prudenza? Comunque Cremaschi preferisce concentrarsi sul pianto dei bambini spaventati dall’arresto. Gli stessi bambini, dico io, che qualche stabilimento balneare più in là non riescono a giocare e spesso neanche muoversi a causa dell’invasione di bancarelle non autorizzate lungo intere fette dell’arenile ‘più popolare e democratico d’Italia’. Ma evidentemente ci sono lamentele infantili di serie A e di serie B. E sta proprio qui il peccato, per l’ennesima volta qui: un peccato di analisi. L’abusivismo commerciale per Cremaschi (e non solo lui) è un fenomeno fokloristico, se non da alimentare quantomeno da tollerare serenamente. Una lettura completamente schiacciata sulla superficie che rifiuta aprioristicamente di vedere cosa sta dietro quel commercio. Posso elencare alla rinfusa: lavoro nero, lavoro privo di qualsiasi tutela sindacale e di sicurezza anche individuale, sfruttamento da parte della grande e piccola criminalità più o meno organizzata, ostacolo a ogni politica di integrazione, occupazione di luoghi aperti che di fatto vengono inibiti alla fruizione pubblica. Aggiungo che alimentare l’industria della contraffazione crea un devastante effetto sull’economia regolare e tutelata nei diritti, venendo quest’ultima pesantemente danneggiata con conseguente, drammatico riverbero per i suoi lavoratori. Ma questo, evidentemente, per Cremaschi è secondario e comunque sono opinioni di un sindaco del Partito Democratico. Mi permetto, allora, di citare un passo della relazione del Segretario Generale della Cgil di Rimini, Meris Soldati, tenuta al convegno ‘Crisi del modello, sviluppo sostenibile’ del 6 giugno 2003.
L’abusivismo commerciale è un “…fenomeno in continua evoluzione, si tratta di una attività illegale inserita in una filiera malavitosa, che si basa sullo sfruttamento delle persone, spesso minori che lavorano clandestinamente o in nero, per garantire questo commercio. Questo fenomeno va combattuto, non tanto e non solo per difendere gli interessi pure legittimi dei produttori e commercianti regolari, ma soprattutto perché va rotta la catena di sfruttamento e di ingiustizia che sta a monte.”.
Mi permetto di integrare questa riflessione con una valutazione che non è poi proprio così empirica. Aumenta nel 2008 il dato dei venditori abusivi i quali hanno lavori regolari ma non per questo si esimono dall’operare commercio non autorizzato durante i mesi estivi. Che tipo di disagio sociale è questo?
Buon ultimo: qualche mese fa la rivista ‘Arel’, in una ricerca sulla creatività, ha rimarcato come Rimini sia prima in Italia nell’indicatore ‘capacità d’integrazione’, a fronte con ogni evidenza delle buone politiche pubbliche e private e in generale di un clima e di una predisposizione mentale che favorisce l’accoglienza e non lo sfruttamento. Questo lo rivendico con forza ed è un fatto. Se poi Cremaschi vuole boicottare la città che è un modello di tolleranza per il Paese… beh, si perde certamente qualcosa che può essere utile anche al suo lavoro. Se si vuole restare ai fatti, naturalmente…
Alberto Ravaioli, sindaco di Rimini