E’ stato presentatato ieri in conferenza stampa il programma delle mobilitazioni previste durante il Festival No Dal Molin, un appuntamento ricco di iniziative, di concerti e di animazioni, che dimostra la forza e il radicamento del movimento vicentino.
Dal 3 al 14 settembre, nei campi di via Madre Teresa di Calcutta, a Caldogno, si svolgerà infatti la seconda edizione del Festival, una manifestazione di 10 giorni per prepararsi alla consultazione popolare, ma soprattutto per ribadire che, nonostante l’arroganza del Governo e la sentenza del Consiglio di Stato, Vicenza vuole difendersi da chi le vuole imporre un’installazione militare devastante e pericolosa.
A Paolo Costa, i No Dal Molin lanciano un messaggio chiaro: «entro il 13 settembre vogliamo vedere scritto nero su bianco che la città sarà rispettata e nessun lavoro inizierà prima della consultazione popolare».
Proprio il commissario sarà oggetto di una manifestazione, il 4 settembre, quando i No Dal Molin si recheranno alla Mostra del Cinema di Venezia per consegnargli un premio speciale: «l’Attila d’oro, destinato a colui che, con determinazione, si impegna nella devastazione dei territori». Già il giorno prima, però, i No Dal Molin sfileranno in corteo dal Presidio Permanente all’area del Festival, con tanto di fanfara, bandiere e gonfaloni in testa: sarà l’inaugurazione ufficiale della mobilitazione vicentina.
Nei giorni seguenti sono previste, invece, tutte le iniziative nell’area di Vicenza: sabato 6 settembre i componenti del comitato sono intenzionati a costruire torrette davanti all’ingresso dell’aereoporto per controllare quanto accade all’interno, il 7 e il 12 i No dal Molin si uniranno all’iniziativa del "Gruppo Presenza" che denuncia la presenza di armi atomiche all’interno della caserma.
Le mobilitazioni si chiuderanno il 13 settembre, quando un corteo partirà dal centro cittadino per raggiungere il Dal Molin e svolgere un sopralluogo: «vogliamo assicurarci – hanno promesso i presidianti – che nessun lavoro sia iniziato».
Ai nostri microfoni Francesco Pavin, del Presidio Permananente No Dal Molin.
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