RASSEGNA STAMPA

Fonte: Il Manifesto 02.09.08

Coltellate e video. Minacce sul web prima dell’assalto

Fascisti su Roma

Martedì 2 settembre 2008

Giacomo Russo Spena

Un video che minaccia gli «All Reds», la squadra di rugby che si allena nel centro sociale Acrobax. Apparso su youtube venerdì sera. Poco prima dell’accoltellamento di Fabio Sciacca, aggredito nel giorno del ricordo dell’assassinio di Renato Biagetti. Le scorribande fasciste a Roma non sembrano finire. Tanto che il sindaco Alemanno, malgrado la condanna di queste azioni, appare in difficoltà. Si affida al lavoro dei Ros che stanno preparando un’informativa sull’aggressione a Ostiense.
Da consegnare al pm Pietro Saviotti. I carabinieri sarebbero orientati per il non attribuire il raid a un gruppo politico ma a teppisti legati alla microcriminalità e al mondo delle curve capitoline. Intanto ieri mattina il comitato «Madri per Roma città aperta» ha prima inscenato un sit-in sotto al Campidoglio, «per chiedere fatti concreti al sindaco», e poi è stato invitato a salire dal primo cittadino.
«Nessuno vuole rispondere con altra violenza - hanno detto le donne nell’incontro con Alemanno - ma basta con il sangue. Se chi ha il dovere non interverrà, lo riterremo responsabile della morte dei nostri figli». Poi hanno proposto di «vigilare» sulle attività delle occupazioni d’estrema destra. Dal canto suo il sindaco, apprezzando l’aspirazione alla tolleranza e al desiderio di pacificazione delle mamme, ha garantito il massimo impegno, «affinché nessun giovane della nostra città possa rimanere ferito o ucciso per il falso alibi della lotta tra opposti schieramenti politici». Tema quello degli opposti estremisti rimandato al mittente da Stefania Zuccari, la madre di Biagetti, che rigetta il ritorno agli anni ’70: «I nostri figli non sono dei violenti, i fascisti sì».
Nell’incontro s’è anche denunciato un video comparso su youtube venerdì sera, poo prima dell’accoltellamento di Fabio, « All Reds All Rabbits » (Tutti rossi, tutti conigli). Gli All Reds, una polisportiva nata due anni fa con l’idea di costruire intorno all’amore per il rugby politiche di solidarietà e cooperazione internazionale, sono un’esperienza di aggregazione giovanile. Un modello che funziona.
Quindi da contrastare, per i neri. Il video ritrae un episodio avvenuto i primi di giugno durante la partita ad Ariccia tra All Reds e la squadra locale. Una ventina di fascisti, tutti rasati con bomber e anfibi, fanno un blitz sugli spalti: si siedono a guardare la partita, urlano qualcosa, scrutano i giocatori in campo in modo minaccioso.
Per poi andarsene. Una comparsata di cinque minuti. Non più. Le immagini, zoomate sui volti degli All Reds, sono intervallate da scritte come «cercano d’inquinare questo nobile sport portato in Italia nel Ventennio coi loro metodi da partigiani assassini... Non ci sarà più un altro ’68, per voi nessuna tregua... stiamo arrivando».
Firmato: «Anti- Antifascismo militante». «È chiaro il carattere minaccioso delle immagini», fanno sapere gli All Reds che interpelleranno anche la Federazione nazionale rugb y «per capire se è intenzionata a tollerare questi comportamenti che nulla hanno a che fare con il prestigio di questo sport».
Oltre il blitz si rischia infatti un problema di incolumità per l’anno prossimo. I neofascisti capitolini, quelli fuoriusciti da Fiamma, stanno fondando una propria squadra a Guidonia («Spqr Clan»). Quello ad Ariccia era un avvertimento squadrista. Sul video la Digos sta già indagando.

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