Si è aperto alla presenza di Antonio Negri e Padre Stoppiglia (presidente dell’Associazione Macondo), il primo dibattito del festival No dal Molin. Un momento di riflessione che ha cercato di unire una lettura di questa nuova fase che sta attraversando il nostro mondo e il fatto che c’è un orizzonte di possibilità.
Vicenza e il suo movimento rappresentano questa possibilità: nella sperimentazione diretta della costruzione di uno spazio comune in cui le soggettività che mettono in comune le proprie differenze costruendo un nuovo spazio pubblico.
La prima parte deldibatito si è incentrata infatti su un analisi della nuova situazione mondial, della organizzazione del potere, guardando ad un altro orizzonte possibile.
"Mi chiedo come il potere si possa mostra così insensibile, in maniera ferma e dura rispetto a quelle che sono delle posizioni che sono molto forti nella loro ragionevolezza".
[ audio ] Antonio Negri
"Io sono veneto di origine e vedere che qui è nato un movimento di questo tipo mi ha sorpreso e incoraggiato. Credo che sia un strada lunga nuova e dolorosa, perché siamo di fronte a un movimento che non può essere istituzionalizzato, come lo richiede il linguaggio".
[ audio ] Padre Stoppiglia
La seconda parte del dibatitto si è invece incentrata nella definizione di quel comune che non può essere rinchiuso nella sfera del privato e nella sfera del pubblico, ma è partecipazione alla gestione della nostra vita.
[ audio ] Antonio Negri
[ audio ] Padre Stoppiglia