Braccialetto elettronico per 4.100 detenuti agli arresti domiciliari e rimpatrio nei paesi d’origine per 3.300 detenuti immigrati. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano lancia il suo piano per ridurre il sovraffollamento delle carceri. Per quanto riguarda i detenuti stranieri, andrà applicato con rigore l’articolo 16 della legge Bossi-Fini (espulsione per chi deve scontare una pena residua non superiore a due anni), mentre per il braccialetto si tratta di modificare il codice di procedura penale (articolo 275) che ne prevede l’utilizzo solo con il "consenso" dell’interessato per trasformarlo invece in un obbligo legato agli arresti domiciliari.
Il progetto del ministro della Giustizia conferma l’incapacità dei governi di affrontare adeguatamente il problema del sovraffollamento carcerario e di mettere mani a riforme reali del sistema penitenziario. Sembra il tentativo di liberarsi di ogni responsabilità futura sapendo quale inferno sono oggi le carceri e cosa diventeranno nei prossimi due anni quando i detenuti in Italia diventeranno più di 70mila (in alcune previsioni, 73 mila) anche grazie all’inasprimento di alcune leggi dopo la razzista e discriminatoria campagna sicurezza dell’ultimo anno.
Ne abbiamo parlato con l’Avv. Desi Bruno, garante dei detenuti del Comune di Bologna, che non ha dubbi: “ questo piano è assolutamente inutile, c’è bisogno di una riforma radicale del sistema. Le carceri sono al collasso: quasi il doppio dei detenuti rispetto alla capienza, 4 detenuti in una cella da due, condizioni igieniche esasperanti, senza contare che mancano educatori, psicologi e il personale non è in grado di svolgere il proprio compito. Inoltre più della metà delle persone sono in attesa di processo”.
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Con Marco Rigamo della redazione di LiberiTutti (tutti i lunedì dalle 20.00 alle 21.00 sulle frequenze di Radio Sherwood) alcune riflessioni sulla inutilità del pacchetto Alfano: "Di tutte le cose che sono state dette in questi giorni, l’unica conidivisibile riguarda il numero dei soggetti detenuti: si sta ancora alzando oltre misura a fronte di un circuito penitenziario previsto per una capienza massima di 40.000 pesrone, stiamo sfiorando le 56.ooo. Questa è l’unica cosa condivisibile, oltre ad un altro dato quello dei nuovi ingressi: er mille unità al mese in più....Facile fare i conti (....)"
Ieri sulle pagine de Il Manifesto Patrizio Gonnella presidente di Antigone individuava nella Bossi Fini, nell’ex Cirielli sulla recidiva e nelle politiche securitarie degli ultimi anni (si pensi al reato di accattonaggio...) le cause principali del sovraffollamento delle carceri, dichiarando che bisogna frenare questo "impazzimento pan-penalistico"....
Marco Rigamo infatti osserva che stanno aumentando i titoli dei reati...invece che diminuirli, cioè si stanno creando nuovi reati... come quello di immigrazione clandestina, o in questi giorni si sta parlando del reato di esercizio della prostituzione...".
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