L’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli, a seguito delle indagini della Digos della Questura partenopea hanno portato all’arresto di 37 persone in merito agli scontri ed ai blocchi in occasione delle mobilitazioni del gennaio 2008 contro la riapertura della discarica di Contrada Pisani nel quartiere di Pianura nella zona ovest della città.
Un inchiesta che mette insieme componenti diversissime e lontanissime tra loro, da semplici cittadini a ultras fino al consigliere comunale di Alleanza Nazionale Marco Nonno e l’assessore alla protezione civile del Comune di Napoli Giorgio Nugnes del Pd. Un inchiesta tenuta insieme con una enorme forzatura , tesa a screditare e criminalizzare le lotte contro la devastazione ambientale e contro il piano rifiuti. Uno scenario in cui i 37 imputati in molti casi nemmeno si conoscono e sono accusati di associazione a delinquere, che accomuna gli interessi speculativi di Nugnes e Nonno che insieme ad altri proteggevano il loro bacino clientelare nel quartiere di Pianura, e la stragrande maggioranza degli arrestati che sono cittadini semplici che hanno partecipato alla rivolta di Pianura perche’ stanchi dei morti per tumore e per leucemie nel quartiere flegreo della citta’.
Pianura e’ stata ben altro da quello che i Pm di una Procura lesta ed attenta a dare una risposta tutta politica dopo la caparbieta’ dimostrata dalle lotte in difesa dell’ambiente nelle ultime settimane da Chiaiano al Formicoso. Pianura e’ stata la ribellione di un tessuto sociale metropolitano complesso, che ha avuto senza dubbio tanti limiti, e tante lacune, ma che e’ stata determinante come esperienza di lotta per rendere possibile tutto quello che e’ venuto dopo Pianura, in citta’ e nei movimenti.
L’inchiesta della Procura appare debole dal punto di vista giudiziario, e di conseguenza il segnale appare tutto politico.
Una riflessione con
Antonio Musella, Laboratorio Insurgencia
audio Fabio dei comitati di Pianura
audio Il comunicato della Rete Campana Salute e Ambiente L’inchiesta: La teoria accusatoria dei pm della procura vede l’assessore Nugnes utilizzare il suo ruolo politico per avere informazioni sullo spostamento della polizia e dei mezzi delle forze dell’ordine, e riferirle poi a Marco Nonno che viene individuato come coordinatore di alcuni blocchi insieme ad altre persone. La stragrande maggioranza degli arrestati invece e’ accusata di episodi specifici che hanno composto la dinamica di resistenza in quei giorni, gli scontri con la polizia, i blocchi, l’utilizzo di autobus per erigere barricate, l’assalto a sedi di partito (proprio la sezione di An e della Margherita del territorio).
Galleria Fotografica di Alternative Visuali su Pianura
Altre foto su Pianura L’inchiesta si avvale di una serie di intercettazioni telefoniche, in particolar modo quelle tra Nugnes e Nonno, ed una serie di filmati e fotografie della polizia scientifica e rilievi della Digos.
Dell’inchiesta si era a conoscenza gia’ dalla fine di gennaio del 2008, quando i quotidiani cittadini dal Mattino alla Repubblica parlavano di un inchiesta che coinvolgeva dalle trenta alle quaranta persone. Stessa inchiesta che i giornali tirarono fuori all’indomani dello scoppio della rivolta di Chiaiano all’inizio del mese di maggio. E poi d’incanto, nove mesi dopo i fatti ecco saltare fuori dal cassetto l’inchiesta.
Appare anche singolare che questo avvenga dopo i gravissimi episodi di razzismo registrati proprio a Pianura contro i cittadini migranti della palazzina di Via dell’Avvenire, assaltati da gruppi di cittadini del luogo capeggiati tra l’altro da Marco Nonno. E proprio l’assessore Giorgio Nugnes, delegato dal sindaco per la “risoluzione dell’impiccio” aveva promosso una serie di incontri tra le parti. Gia’ perche’ gli interessi legati agli 8 milioni di euro del contratto di quartiere per la riqualificazione di Pianura fanno gola a tutti, anche ai politici.
Ascolta l’intervista al sindaco di Napoli Iervolino durante la manifestazione del 4 ottobre a Caserta in cui il sindaco viene messo in difficolta’ sull’atteggiamento di Marco Nonno e Giorgio Nugnes
Ma l’inchiesta tiene dentro anche alcuni esponenti dei gruppi ultras accusati di aver costruito alcuni blocchi su indicazione delle informazioni sugli spostamenti della polizia dati da Nonno e passate da Nugnes. A differenza di quanto riportato dalla stampa nelle carte dell’inchiesta non risultano giri di soldi, e questo la dice lunga sulla volonta’ di screditare la lotta di Pianura. Tra gli arrestati anche il gestore di uno storico ristorante di Pianura impegnato nei comitati civici contro la discarica, uno studente fuori sede legato ai gruppi anarchici , e cittadini che hanno partecipato alle mobilitazioni.
L’operazione e’ in grande stile. Se non torniamo indietro fino all’inizio degli anni ottanta non ritroviamo un numero cosi’ elevato di arresti per fatti legati alle lotte sociali.
Appare altresi’ evidente come gli arresti arrivino pochi giorni dopo il
nuovo avviso di garanzia inviato dalla Procura della Repubblica di Napoli ad Antonio Bassolino rispetto ad un filone del processo che vede coinvolti il governatore della Campania e la famiglia Romiti sul ciclo dei rifiuti in Campania, a testimonianza di come la magistratura, da queste parti, continui a dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, non andando mai infondo davvero alle responsabilita’ politiche del disastro rifiuti in Campania.
A cura di
Global Project Napoli Rassegna stampa: Repubblica : Pianura una regia dietro gli scontri Corriere :
An sospende Nonno Corriere :
I verbali e le intercettazioni Il Mattino :
La Iervolino, piena fiducia nella magistratura Vai agli speciali su Pianura: Jamme’ guagliu’….Pianura insorge Fino all’ultimo respiro. Napoli resiste !