Gianluca Sollazzo
Monta la protesta dei componenti dell’associazione culturale del Laboratorio "Diana Reload" a fronte dell’operazione di sgombero scattata lunedì, e decretata dalla Regione Campania, del locale abbandonato in via Allende nei pressi dell’ex centro regionale di formazione professionale Gallotta.
La struttura, ritenuta pericolante e abbandonata ormai da un ventennio, è stata per più di un anno il centro di raccolta autogestito dei tanti giovani appartenenti al collettivo del laboratorio culturale ed è stata sottoposta a sgombero immediato da parte della polizia.
Ieri i componenti del laboratorio Diana hanno fatto sentire la propria voce nei pressi della sede dell’Ufficio Regionale dei servizi sociali in via Nizza e mettendo in atto una occupazione simbolica hanno dato sfogo alla loro protesta. «Basta repressione Diana Reload resiste» è il messaggio contenuto nello striscione esposto davanti all’ufficio, mentre si è proceduto ad effettuare opera di volantinaggio.
«Vergogna, non siamo criminali» il grido di rabbia che ha accompagnato l’iniziativa dei tanti giovani accorsi ieri in via Nizza dalle 11 del mattino. «Ci troviamo a manifestare - afferma Lambros Andreu, del laboratorio Diana - per rispondere a un atto di violenza attuato nei confronti di ragazzi che hanno fatto di tutto negli ultimi anni per portare avanti, a spese proprie, numerose attività culturali».
L’obiettivo è ottenere al più presto dalla Regione la concessione di uno spazio dove svolgere le attività dell’associazione. «Abbiamo atteso invano risposte sulla vicenda - continua - ma siamo stati abbandonati al nostro destino e buttati in mezzo a una strada». Si registra comunque un piccolo passo in avanti per la risoluzione del problema.
La prossima settimana si aprirà infatti un tavolo di trattativa tra gli esponenti del laboratorio "Diana Reload" e l’assessorato regionale al Demanio di Lilli De Felice con lo scopo di raggiungere al più presto un accordo e individuare una nuova sede dell’associazione.