Il ventenne di Romans arrestato potrebbe finire questa mattina davanti al giudice nel processo per direttissima
Gradisca - Almeno due notti in carcere dopo gli scontri di sabato pomeriggio davanti alla caserma Polonio al culmine della manifestazione organizzata contro la realizzazione del Centro di permanenza temporanea per extracomunitari cui hanno partecipato millecinquecento/duemila persone. E un’altra carica della polizia nella tarda serata di sabato sotto la questura di Gorizia dove alcuni aderenti al Centro sociale Clandestino si erano radunati aspettando la remissione in libertà del ventenne arrestato poche ore prima. Ma il giovane è stato invece tradotto in via Barzellini e loro sono stati dispersi dagli sfollagente degli agenti.
E.M., vent’anni, di Romans d’Isonzo, è stato bloccato dalla Polizia alla conclusione della manifestazione di Gradisca. La gran parte dei manifestanti, e soprattutto i giovani dei centri sociali del Triveneto, avevano già raggiunto la stazione di Sagrado, quando gli agenti hanno fermato E.M., indicato come uno dei manifestanti che aveva lanciato sassi contro le forze dell’ordine impegnate nella carica davanti alla «Polonio». Lesioni e resistenza a pubblico ufficiale i reati che gli sono stati contestati. Questa mattina incontrerà in carcere l’avvocato Renzo Pecorella e quindi dovrebbe tenersi l’udienza di convalida, che però potrebbe anche slittare a domani. Non è poi escluso che venga giudicato subito con rito direttissimo. E.M. non è conosciuto negli ambienti dei «disobbedienti» ma sabato pomeriggio ha partecipato al corteo assieme a loro ed è stato individuato dagli agenti per aver lanciato sassi contro la carica delle forze dell’ordine. «Non conosco quel ragazzo - ha dichiarato il leader triestino dei ’disobbedienti’ Andrea Olivieri -, ma è molto grave che la questura di Gorizia abbia deciso di far pagare a qualcuno la propria inadeguatezza a gestire la situazione». Olivieri ha anche già annunciato che numerosi giovani dei centri sociali saranno presenti al Tribunale di Gorizia nel caso venisse disposto il processo con rito direttissimo.
Da questa mattina poi la Digos della questura di Gorizia si metterà al lavoro per analizzare le fotografie scattate e i filmati realizzati dai numerosi agenti che hanno seguito il corteo in borghese con il compito di documentare quanto accadeva. E sulla base delle immagini raccolte saranno verificate eventuali responsabilità da parte di altri manifestanti. Il corteo aveva raggiunto pacificamente via Trieste quando davanti alla «Polonio» alcuni disobbedienti hanno cercato di stendere un rotolo di filo spinato mentre alcuni fumogeni venivano lanciati contro il cordone delle forze dell’ordine. Immediatamente è scattata la carica di Polizia e Carabinieri e alla manganellate i dimostranti hanno risposto lanciando sassi e sacchetti di vernice. Pochi minuti di tensione che sembravano chiusi lì. Poi, in serata l’annuncio dell’arresto del ventenne di Romans.
Guido Barella
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