COMUNICATI

Alle lavoratrici ed ai lavoratori della Cooperativa Minerva

Venezia Giulia - Mercoledì 1 febbraio 2006

Questo è uno sciopero sociale organizzato dal basso, per dare voce a migliaia di cittadini che in questi anni hanno tentato con qualsiasi mezzo di far pesare la propria opposizione alla costruzione del CPT di Gradisca.

Minerva è l’unica azienda che ha accettato di entrare nella gestione di questa vergogna: a voi soci lavoratori chiediamo di utilizzare i mezzi a vostra disposizione per far cambiare idea ai dirigenti della cooperativa Minerva, a partire dalle assemblee per approvare i bilanci preventivi e consuntivi duranti i quali, ne siamo sicuri, non vi è stato detto niente in proposito.

Come purtroppo tante altre cooperative anche la Minerva ha ormai abbandonato quello che dovrebbe essere lo spirito mutualistico di questa forma lavorativa per abbracciare l’ideologia del profitto ad ogni costo, tralasciando intenzionalmente ogni valutazione etica e sociale.

Se oggi non potete andare a lavorare, e succederà spesso in futuro, non è assolutamente colpa vostra. Possiamo e vogliamo aiutarvi, come realtà del sindacalismo sociale e di base, a costringere i vostri superiori a pagarvi lo stesso le ore previste per questa giornata: non potete essere voi a pagare le scelte scellerate che Ruchini ed i suoi stretti collaboratori hanno fatto anche nei vostri confronti, come in quelli di tutti i cittadini, migranti o meno, che vivono questi territori.

Vi ricordiamo che l’attuale gruppo dirigente sta utilizzando una parte del capitale sociale che voi, in qualità di soci lavoratori e lavoratrici, mettete a disposizione con la trattenuta della quota sociale nella vostra busta paga. Siamo sicuri che siete al corrente del profondo dibattito che sta letteralmente lacerando il tessuto sociale dei nostri territori, da una parte i movimenti e la società civile, dall’altra i potentati economici e, talvolta, politici che vedono nell’apertura del Cpt di Gradisca un’occasione troppo ghiotta di speculazione per lasciarsela sfuggire. Per la Minerva un’occasione da milioni di euro all’anno per mandare voi lavoratori a fare il lavoro sporco in quello che non è altro che un moderno lager di concentramento e deportazione per persone che non hanno commesso nessun reato e che non hanno nessuna colpa se non quella di non essere in regola con qualche documento o di non poter più resistere ad una condizione permanente di precarietà e sfruttamento. Sono queste infatti le condizioni che anche voi vivete quotidianamente, nell’indeterminatezza dei vostri contratti di lavoro, nella pericolosità di alcune mansioni che vi vengono affidate, nella precarietà di remunerazioni per niente all’altezza dell’attuale costo della vita. Siamo sicuri che di questi aspetti ne discutete ogni giorno tra di voi, magari a bassa voce per non farsi sentire dai vostri responsabili di cantiere.

L’appalto che la cooperativa ha vinto, usando sistemi poco chiari che dovranno essere verificati, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso: discutiamone insieme perché non esiste altra via oltre a quella di fare terra bruciata attorno alla Minerva e ai suoi appalti, finché la stessa non cambierà idea.

I movimenti ed i cittadini vi ringraziano anticipatamente per il vostro contributo alla definizione di una nuova idea di democrazia ed inclusione sociale in questi territori.

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