RASSEGNA STAMPA

Da Il Piccolo del 21 luglio 2006

Gli anti-Cpt sotto la casa di Ruchini

Nuova iniziativa da parte dei giovani che partecipano al «no border camp»

Global Project Venezia Giulia - Venerdì 21 luglio 2006
Manifestazione in via del Carso a Gorizia per protestare contro il presidente della cooperativa che gestisce la struttura di Gradisca.
Spiegamento di polizia e carabinieri nel tranquillo quartiere cittadino mentre vengono tracciate scritte sull’asfalto e lanciati slogan.

GORIZIA Sono arrivati alle 20.14. Una cinquantina di ragazzi che stanno partecipanto al «no border camp» organizzato al parco di Piuma hanno raggiunto in corteo l’abitazione di Adriano Ruchini, il presidente della cooperativa Minerva che gestisce i servizi interni al Centro di permanenza temporanea di Gradisca. Lì, in un interno di via del Carso, a Gorizia, proprio di fronte allo stadio della Juventina, già da un paio d’ore stazionavano una dozzina di agenti della Digos della questura mentre poco dopo le 19 erano arrivati anche quattro furgoni del battaglione mobile dei carabinieri carichi di militari (altre forze dell’ordine presidiavano intanto la sede della Minerva a Savogna).
I manifestanti, in testa ai quali c’era il consigliere regionale verde Alessandro Metz, hanno scandito slogan contro Ruchini e hanno tracciato con la vernice verde scritte sull’asfalto: «Ruchini vergogna», «No Cpt». Intanto, i leader del movimento spiegavano agli abitanti del quartiere, con un megafono, il perchè della manifestazione: «Il vostro vicino di casa specula sulla pelle degli immigrati» hanno detto spiegando il perchè della manifestazione. E gli abitanti della zona, in ciabatte e canottiera, per tutto il pomeriggio avevano osservato incuriositi lo strano andirivieni di poliziotti in borghese e carabinieri in tenuta antisommossa nel quartiere, abitualmente sempre così tranquillo. Anzi, alcuni di loro avevano anche offerto the freddo e acqua agli agenti in servizio. Bottiglie delle quali, poi, si sono serviti anche i manifestanti per combattere il gran caldo della giornata.
Intanto, altri ragazzi, tra i quali anche il leader dei disobbedienti del Nord Est Luca Casarini, era rimasto nella zona dove è stato allestito il campeggio, al parco di Piuma. Nell’area trasformata nel «no border camp» in mattinata erano state illustrate le iniziative dei manifestanti. Il leit motiv che lega l’intera manifestazione è la protesta contro la presenza di due Cpt, quello di Gradisca e quello sloveno di Postumia, a poche decine di chilometri l’uno dall’altro, separati solo dal confine italo-sloveno di Schengen. Casarini ha usato dure parole contro la politica dell’attuale maggioranza di Centrosinistra in materia di immigrazione: «Quello che dovrebbe essere un ’Governo amico’ ha istituito una commissione di vigilanza sui Cpt, che ha il compito di verificare il loro funzionamento, come se non si sapesse che sono dei lager in cui vengono detenuti in modo amministrativo dei cittadini che sono in mobilità per lavoro e che vengono arrestati a seconda delle esigenze del mercato. Il No border Camp vuole essere un momento di confronto con delle piccole realtà, vogliamo fare qualcosa per questa comunità, con i mezzi che abbiamo». L’obiettivo del ritrovo è anche quello di cercare di espandere nel modo più capillare possibile la rete degli attivisti contro i Cpt dislocati ovunque, non solo in Italia ma in tutta Europa, ed è a questo proposito che Andrea Russo, attivista No Ctp di Bari, ha spiegato: «Bari in questi ultimi mesi ha visto la stessa situazione di Gradisca, ma tra la Puglia ed il Nordest stiamo portando avanti un progetto comune». Questa sera, alle 18, si terrà il dibattito «Popoli migranti, paesi impoveriti e debito ecologico - connessioni e conflitti tra nord e sud del mondo». Domani invece ci sarà una proposta musicale con la partecipazione di Massimo Carrano, Sandro Ferrera e Massimo lattanzi.
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