Da Il piccolo del 23 luglio 2006
Cpt, i no-global annunciano altri scontri
Casarini spiega la tattica dei movimenti: «Tra settembre e ottobre torneremo all’attacco»
Reazioni alla dura manifestazione di venerdì conclusasi con una decina di contusi tra forze dell’ordine e manifestanti
«Fra settembre e ottobre vi saranno altri durissimi scontri davanti ai Cpt italiani, quello di Gradisca in primis». Il leader triveneto dei Disobbedienti, Luca Casarini, non si nasconde. Subito dopo gli scontri di venerdì davanti all’ex caserma Polonio, conclusisi con una decina di contusi egualmente ripartiti fra forze dell’ordine e manifestanti (e ieri c’è stato il bis dei partecipanti al No Border Camp al centro immigrati di Postumia ndr), ha lanciato un altro messaggio inequivocabile ai ministri del governo di centrosinistra: «Sappiamo bene che non saranno loro a chiudere i centri di permanenza temporanea – ha affermato a caldo Casarini davanti ai cancelli del Cpt gradiscano – e che toccherà a qualcun altro assumersi questa responsabilità. La cosa non ci spaventa, del resto anche nel ’98 in questa regione contribuimmo in maniera decisiva alla chiusura di un lager (il centro immigrati di Porto Vecchio a Trieste ndr) gestito da un governo di centrosinistra. Qualcuno pensava fossimo i servi sciocchi di qualcuno, ma su una questione delicata come il rispetto dei diritti umani non esistono governi amici».
Quindi l’annuncio: si prepara un autunno rovente di mobilitazione anti-Cpt da parte della sinistra più radicale, anche a livello europeo. Una mobilitazione che potrebbe portare a Gradisca nuove manifestazioni e scontri, di cui la tensione vissuta venerdì non sarebbe stata che un piccolo antipasto. E riprende quota la costituzione di un commissariato di pubblica sicurezza con sede a Gradisca, richiesta già inoltrata al Viminale dalla Questura goriziana.
«Non so quale sia il mio capo d’imputazione, né voglio pensare che quella delle forze di polizia sia stata un’operazione mirata - spiega invece Cristian Massimo, l’attivista che ha avuto la peggio negli scontri dell’altro giorno -. Ho l’impressione, però, che con questa fretta di elargire manganellate il governo abbia voluto rinnegare quanto affermato in campagna elettorale da numerosi esponenti del centrosinistra, che sei mesi fa erano con noi in prima fila a manifestare per la non apertura». Uno strappo, quello politico consumatosi all’interno del centrosinistra, confermato dallo stesso consigliere regionale verde Alessandro Metz: «Qualcuno non solo si è guardato bene dal presentarsi ma addirittura si nega al telefono – il suo duro attacco all’assessore regionale Antonaz -. Abbiamo tentato di contattarlo per vedere se con il suo contributo si sarebbe potuta allentare la tensione, ma non si è fatto trovare. È gravissimo, ma anche tristemente emblematico, che l’assessore all’immigrazione sia sia defilato in questo modo».
Infine è giunta la condanna dello Sdi cittadino sugli episodi davanti alla Polonio: «Esprimiamo solidarietà alle forze dell’ordine e condanniamo gli scontri e il blocco del traffico sulla 305 – spiega il segretario Innocenti –. Per quanto il problema dell’immigrazione vada affrontato senza ipocrisie, non è la violenza il mezzo per risolverlo».
Luigi Murciano