“Fermare il MoSE e Salvare Venezia e la sua Laguna dal Mare e dagli Uomini”
mobilitazione cittadina - martedì 21 novembre 2006
alle ore 15 - presidio NO MOSE Campo San Barnaba
Il Ministro delle Infrastrutture Di Pietro, con la copertura politica del premier Prodi, con una mossa a sorpresa, ha fatto approvare dal Governo, nella seduta del 10 novembre scorso, una delibera che da il via libera al proseguo dei lavori del sistema Mo.S.E., e boccia, senza un serio confronto tecnico, le proposte alternative presentate dal Comune di Venezia.
Si tratta di uno "schiaffo" all’intera città.
Un tentativo di arrivare alla riunione del Comitatone (l’organo deputato a decidere, composto anche dagli enti locali), fissata per il prossimo 22 novembre a Roma, con la pesante presa di posizione del Governo.
I lavori alle bocche di porto per realizzare le opere preliminare al sistema Mo.S.E. continuano, mentre per ridurre il fenomeno delle acque alte esistono soluzioni alternative che costano molto meno, non devastano la laguna e si realizzano in tempi più brevi.
Un progetto esecutivo dell’intero sistema non esiste ancora, ma si prosegue a realizzare per stralci le opere funzionali all’ECOMOSTRO.
IL MoSE non è solo costoso (4,3 miliardi di euro previsti) ed inutile( serve solo al Consorzio Venezia Nuova che ha il monopolio dei lavori)... è anche rischioso in un ecosistema così complesso e fragile come la laguna di Venezia:
quali saranno gli effetti della forza del mare sui litorali (possibili sifonamenti, infiltrazioni da sotto i lidi che possono provocare cedimenti rovinosi), in caso di chiusura con paratoie mobili?
in caso di alluvione, quale sarà l’effetto del flusso di acque piovane dal bacino scolante che non possono defluire in mare perché le bocche di porto sono chiuse? Il 4 novembre 1966 non solo il mare entrò in laguna, ma anche le acque dei fiumi e del bacino scolante contribuirono all’”acqua granda”;
quale sarà l’effetto di un forte vento di bora che spinge l’acqua del bacino verso la laguna sud e, non potendo uscire dalla bocca di Chioggia perché chiusa con le paratoie del Mo.SE, potrebbe allagare in modo straordinario il centro storico di Chioggia;
se una o più paratoie si rompessero improvvisamente, quali sarebbero gli effetti sui centri abitati o su vaporetti, battelli, barche in navigazione davanti alle bocche di porto?
sono stati valutati i rischi connessi alle grandi quantità di gas metano, presente nel sottosuolo lagunare, che potrebbero invadere le condotte e le sale operative per le manutenzioni che verranno costruite all’interno dei “cassoni”, sotto le paratoie e i fondali delle bocche di porto?
Anche l’inquinamento da metalli pesanti non deve essere sottovalutato:
Per mantenere in efficienza il sistema di protezione anodica delle paratoie in acciaio, saranno impiegate ogni anno 12 tonnellate di zinco, in gran parte rilasciate in laguna.
Si tratta di una quantità enorme di inquinanti - come se non bastassero quelli rilasciati in un secolo dalle industrie pericolose di P. Marghera -, un metallo pesante dannoso per la salute, che attraverso molluschi e pesci entra nella catena alimentare.
Assemblea permanente no mose