Ascolta la trasmissione speciale in vista del corteo del 2 dicembre a cura della redazione di Global Project - Vicenza.
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Vicenza, una tranquilla cittadina di provincia, del nordest produttivo. Una città che potrebbe diventare ulteriormente complice della guerra globale permanente. Che ospita in sé la caserma USA Ederle, la Gendarmeria Europea, il Coespu, scuola di addestramento per militari dei "paesi in via di sviluppo".
E ora, forse, anche il Dal Molin, aeroporto di guerra, con un investimento del governo americano di 800 milioni di dollari.
Una città, quindi, destinata a diventare un nodo importantissimo per i nuovi assetti militari mondiali.
Ma facciamo un passo indietro: ci sono alcune storie che vanno raccontate.
Due anni fa, governo Berlusconi: il sindaco Hullweck inizia una serie di viaggi a Roma, si comincia a parlare di un nuovo progetto per Vicenza, firmato Usa, ma nessuna notizia certa trapela.
2006, governo Prodi: ormai a ridosso della scadenza con gli Stati Uniti, scoppia il caso Dal Molin; il progetto è devastante, sia come impatto sul territorio, sia dal punto di vista che una città Unesco, come Vicenza, non può fondare la sua esistenza su un’economia di guerra.
Dopo un continuo rimpallo di responsabilità tra Governo Prodi e Comune di Vicenza, il consiglio comunale di Vicenza ha espresso un parere (non vincolante) positivo alla base militare all’aereoporto Dal Molin.
La patata bollente ora passa al Governo Prodi e in particolar modo al Ministro della Difesa Parisi, che non si è mai espresso in maniera chiara contro l’allargamento della caserma Ederle, anzi dichiarando il progetto compatibile con l’alleanza con gli Stati Uniti e cercando di scaricare le responsabilità nei confronti dell’amministrazione comunale di Centrodestra.
In questi mesi i cittadini, i movimenti, le associazioni si organizzano e dicono NO al Dal Molin base militare.
Lo dicono in maniera determinata, con rumorose presenze in consiglio comunale, raccolta firme (più di diecimila in un mese!), presidi davanti all’aereoporto, convegni informativi, blocchi del traffico, fiaccolate, scioperi studenteschi, invasione delle piste dell’aereoporto e, non ultima, la partecipazione di massa al consiglio comunale del 26 ottobre, dove 2.000 persone "armate" di pentole, fischietti, trombette hanno disturbato il consiglio comunale, che si è pronunciato per il Sì alla nuova base.
A Vicenza si è creato un movimento di cittadini, autonomo ed indipendente, che è riuscito a coniugare la necessità della salvaguardia del territorio e dei beni comuni con il no alla guerra e alle servitù militari.
L’Assemblea permanente cittadina contro la nuova base militare è riuscita ad ottenere un incontro con il ministro della Difesa Parisi giovedì 23 novembre e lancia per il 2 dicembre una manifestazione nazionale a Vicenza per la difesa del territorio e per un futuro senza basi di guerra.
Primo Piano :
Calendario completo delle iniziative contro il Dal Molin
Appello manifestazione nazionale del 2 dicembre
La liste delle imprese che hanno risposto all’appalto sul Dal Molin
Orari dei treni per raggiungere Vicenza :
Treno dal Nordest
Treno da Milano
Treno da Bologna
Approfondimenti
Cronistoria delle mobilitazioni contro le servitù militari a Vicenza
Il progetto Dal Molin
La presenza militare a Vicenza
La 173a brigata aviotrasportata USA
Appello degli urbanisti contro il Dal Molin
La Gendarmeria Europea
Il Coespu
Report Assemblea nazionale del 5 novembre al Capannone Sociale di Vicenza
Il "Caso Vicenza", gli interventi audio del convegno dell’osservatorio contro le servitù militari del 16 febbraio 2006
Rassegna Stampa
[ 04 dicembre ]
La vittoria dei comitati mette in crisi il Governo dal Giornale di Vicenza
[ 03 dicembre ]
In 15mila sfilano pacificamente: tutti gli articoli del Giornale di Vicenza sul corteo.
[ 01 dicembre ]
Almeno 7 mila in corteo «Chi non sfila stia a casa» dal Giornale di Vicenza
Hüllweck: «Da Roma mi giungono voci che il governo abbia già deciso per il no» dal Giornale di Vicenza
[ 30 novembre ]
La paura per traffico e autobus «Qui si rischia la paralisi totale» dal Giornale di Vicenza
[ 29 novembre ]
Scontro sul percorso del 2 dicembre dal Giornale di Vicenza
[ 28 novembre ]
Ora si studia una nuova viabilità dal Giornale di Vicenza
[ 26 novembre ]
«Consumeranno come 30 mila persone» dal Giornale di Vicenza.
[ 25 novembre ]
«Il “2 dicembre” sarà rumoroso e pacifico» dal Giornale di Vicenza
«Parisi ci ha detto che il Sì agli Usa creerebbe problemi al Governo» dal Giornale di Vicenza.
[ 24 novembre ]
I comitati: «Il ministro ci ha detto che vuole aspettare il referendum" dal Giornale di Vicenza
Ora i Ds si spaccano sul corteo no-global dal Giornale di Vicenza.
[ 23 novembre ]
Corteo no global, i Ds non ci stanno dal Giornale di Vicenza.
[ 22 novembre ]
Corteo anti-Usa, si litiga sul percorso dal Giornale di Vicenza;
Sfregio americano, paga L’Italia dal Giornale di Vicenza.
[ 21 novembre ]
Dal Molin, i documenti americani dal Giornale di Vicenza;
In solo quattro giorni di pubblicazione si sono già fatte avanti undici imprese dal Giornale di Vicenza;
«Spero che venga vietata la protesta no global». Dal Gazzettino ediz. di Vicenza;
I negozianti contro il corteo anti-base. Dal Giornale di Vicenza.
[ 22 ottobre ]
Casarini: «Roma agita lo spauracchio dei no global per nascondersi.» Dal Giornale di Vicenza.
[ 16 ottobre ]
Sergio Romano. La base americana di Vicenza: meglio chiuderla. Dal Corriere della Sera.
[ 09 ottobre ]
Ipotesi che spiazza tutti: «La caserma sui campi di fronte alla Ederle».
[ 24 settembre ]
Dal Molin, ma quanto ci costi? «Vicenza perderà 364 milioni».
[ 22 settembre ]
A Vicenza comanda Bush dall’Espresso.
[ 07 marzo ]
Americani pronti al raddoppio. Dal Giornale di Vicenza.