CASO DAL MOLIN Questa mattina vertice in prefettura per affrontare le problematiche della manifetazione richiesta per il 2 dicembre
«Spero che venga vietata la protesta no global»
Preoccupati per l’ordine pubblico il vicensindaco Sorrentino, il coordinatore di Forza Italia Galla e l’onorevole ds Lalla Trupia
«Come vicesindaco prendo atto della manifestazione e confido vengano prese tutte le misure necessarie per preservare Vicenza ma, come segretario di Alleanza Nazionale, il mio auspicio è che venga vietata. Perché, anche alla luce di recenti inqualificabili episodi, ritengo che certa gente non abbia il diritto di manifestare». A due settimane dalla mobilitazione del 2 dicembre, promossa dall’assemblea permanente di Vicenza per dire no alla nuova caserma Usa, cresce l’apprensione per l’annunciata presenza no-global ed è il vicesindaco Valerio Sorrentino a prendere posizione annunciando anche che, l’appuntamento, sarà al centro questa mattina di un vertice in Prefettura. Anche il coordinatore cittadino di Forza Italia, Gabriele Galla, si dice «preoccupato per i possibili risvolti della manifestazione perché la storia recente ci insegna che questi soggetti, con atti di vandalismo e violenza, dove passano lasciano sempre il segno». Dello stesso avviso è la segretaria vicentina dei Democratici di Sinistra Daniela Sbrollini e, proprio ieri sera, la questione è stata discussa durante la segreteria provinciale del partito: «Noi non parteciperemo e questa decisione è stata presa in maniera congiunta con le altre forze dell’Ulivo perché non abbiamo nessuna intenzione di confonderci con questa gente. Non condivido nella maniera più assoluta questa manifestazione e sono fermamente convinta che nessun esponente politico di governo possa permettersi di scendere in piazza accanto a questi delinquenti che certamente non fanno il bene di una battaglia, quella contro il Dal Molin agli americani, che è sempre stata condotta in maniera intelligente e civile dai comitati di cittadini».
Ma tra le forze del centrosinistra c’è anche chi ha deciso di aderire. È il caso dei Verdi, di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani. Ed è proprio il segretario provinciale dei Comunisti Italiani, Giorgio Langella, a chiarire il perché: «Nessuno di noi vuole che accada ciò che è successo a Roma e in questo caso esistono tutte le garanzie perché non avvenga. Perché se è vero che inizialmente c’è stato un appello non condivisibile dei no global, persone con cui noi non abbiamo niente da spartire, è altrettanto vero che l’organizzazione è stata presa in mano dai cittadini di Vicenza. Cittadini che, da mesi, si battono in maniera pacifica contro il nuovo insediamento militare e noi anche stavolta saremo al loro fianco».
Roberta Labruna