RASSEGNA STAMPA

Il Giornale di Vicenza 24/11/06

Ora i Ds si spaccano sul corteo no-global

Global Project Vicenza - Venerdì 24 novembre 2006

Vertici provinciali e cittadini in contrasto
Ora i Ds si spaccano sul corteo no global

(g. m. m.) Anche la Quercia rischia di finire nella centrifuga del Dal Molin. A una settimana dal corteo anti-Dal Molin, i Ds appaiono divisi fra gli intendimenti della segreteria provinciale e quelli della direzione cittadina. A livello provinciale il partito ha detto che non prenderà parte alla manifestazione. Ma a livello cittadino, il segretario Luca Balzi ha preso atto di un dibattito di ben altro tenore, dal quale è emerso un ordine del giorno che suona come uno schiaffo alla leader provinciale Daniela Sbrollini.
Il documento, approvato a maggioranza dei soli 18 presenti con un astenuto, lancia un messaggio chiaro: «Si ritiene opportuno in collegamento con il livello provinciale e nazionale, rivalutare attentamente scopi, obiettivi, forme e modi della manifestazione del 2 dicembre, valutando cioè le condizioni politiche e le modalità di svolgimento». Di qui la richiesta di un’immediata convocazione della segreteria provinciale. Una frangia di Ds, in particolare, propende per seguire le orme della Cgil. C’è chi, però, prende le distanze dal documento, come il capogruppo in consiglio comunale Luigi Poletto, assente alla riunione: «Da parte mia c’è una netta contrarietà alla partecipazione al corteo. L’iniziativa è legittima, ma è legittima anche la non adesione, nonostante la posizione dei Ds sia inequivocabilmente contraria al progetto Usa. Per come è stata organizzata, per chi l’ha organizzata ci sono ragionevoli preoccupazioni. La posizione della segreteria provinciale è quindi condivisibile. Non ci dobbiamo ritenere suggestionabili dalle strategie dei comitati, della sinistra radicale e della Cgil».

Minacce alla Sbrollini
Dopo la decisione di non aderire al 2 dicembre

(g. m. m.) Minacce, offese e tentativi di intimidazione contro Daniela Sbrollini, segretaria provinciale dei Democratici di sinistra. Quella di ieri è stata una brutta pagina del romanzo Dal Molin, scritta a base di insulti e minacce nei confronti di un nome di spicco della politica vicentina, la leader provinciale della Quercia, rea di aver ufficializzato la decisione di non prendere parte al corteo no global del 2 dicembre.
L’episodio più duro è avvenuto in corso Palladio, ieri mattina, dove la Sbrollini, impegnata in un gazebo ulivista, è stata verbalmente aggredita da un gruppo di sei ragazzi. Qualcuno, poi, ha pensato bene di distribuire il numero di cellulare della segretaria, che per tutto il giorno ha ricevuto messaggi e telefonate a carattere intimidatorio. La colpa è soltanto quella di aver ribadito la sua posizione contraria alla nuova caserma americana, precisando l’intenzione di non partecipare a un corteo organizzato con modalità non condivise.
La Sbrollini ha preferito non parlare della sua lunga giornata, evitando - dice - di gettare altra benzina sul fuoco, per non scaldare ulteriormente animi già a cottura avanzata. Prima di lei, minacce erano state indirizzate a Franca Porto, segretaria provinciale della Cisl. In difesa del coraggio delle idee si sono schierati la segreteria provinciale dei Repubblicani europei, la segreteria provinciale e cittadina dello Sdi e il coordinamento provinciale e cittadino della Margherita. «Per quanto dura e severa possa essere la discussione politica - si legge in una nota - nulla può giustificare le minacce e i tentativi di intimidazione subiti dalla segreteria provinciale dei Ds Daniela Sbrollini, alla quale va la nostra piena e convinta solidarietà. Non solo è necessario condannare con fermezza questi episodi, ma dobbiamo anche agire con urgenza per fare in modo che intimidazioni e aggressioni personali non diventino un modo per intervenire nel confronto politico».
«Rispetto alla militarizzazione dell’aeroporto Dal Molin - prosegue il comunicato - ribadiamo la nostra contrarietà al progetto attualmente in discussione ma, al contempo, non condividiamo gli strumenti attraverso i quali si è deciso di manifestare questo dissenso: forme che troppo spesso sfociano un episodi censurabili, che poco o nulla hanno a che vedere con l’oggetto della manifestazione.
Restiamo fermamente convinti che il dissenso si debba esprimere prima di tutto attraverso forme costruttive. E non con una manifestazione che finirà per attirare in città elementi estranei, con il rischio che Vicenza e il caso Dal Molin vengano strumentalizzati per altri fini. È la città che vivrà le conseguenze di questa decisione e deve essere in grado di esprimere con la sua voce la propria volontà».

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