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Lunedì 27 novembre 2006 15:42 Iraq - 1348 giorni
La cosiddetta "guerra dei sei giorni", promessa dall’amministrazione Bush agli Stati Uniti quando, il 19 marzo del 2003, diede il via all’attacco denominato “shock e terrore” sulla capitale irachena, ha raggiunto oggi, lunedi 27 novembre, i 1348 giorni. Osserva oggi il quotidiano "Repubblica": “è diventata più lunga della Seconda Guerra Mondiale, che terminò dopo 1347 giorni dall’aggressione a Pearl Harbor, più lunga, della Guerra in Corea, e bene avviata, invece, sulla strada del Vietnam come ripetono anche alune infelici dichiarazioni dello stesso presidente Bush”. Disattese le previsioni del 2003, il conflitto iracheno diventato orami agli occhi di tutti un pantano da cui risulta sempre piu difficile uscire e che ha segnato l’amministrazione Bush all’ultima prova elettorale, è stato accompagnato da una serie di errori ed evidenti menzogne che non iguardano soltnanto la durata del conflitto: sei settimane invece delle 194 concrete. Ma menzogne ed errori riguardano anche i costi, quelli economici di una guerra che sta bruciando, queste le cifre, sei milioni di dollari al giorno. Ed in termini di vittime. Quasi 3mila morti, queste le cifre in crescita ogni giorno, in media due morti al giorno, e 30.000 i feriti. Da parte americana. Tanti morti, osserva sempre Repubblica, quante le vittime dell’11 settembre per vendicare le quali è stata motivata questa guerra. Il cosiddetto governo di Bagdad ha vietato di fornire cifre sulle vittime irachene. La rivista britannica Lancet, qualche settimana, fa stimava a 600.000 i morti iracheni dall’inizio del conflitto. L’Iraq, dopo tre anni di guerra, è un paese lancinato dalla guerra civile. Continuano gli agguati, i rapimenti, i morti. Inutili i tentativi di gestire questa evidente sconfitta da parte dell’amministrazione Bush. La crisi ircahena è agli occhi di tutti. Oggi, dopo 1348 giorni, si discutono le strategie di uscita. Dopo la sconfitta elettorale i repubblicani non intendono arrivare alle presidenziali del 2008 con più di 100.000 soldati implicati nella crisi irachena. Un altro pantano, quello Afghano, sarà oggetto di discussione oggi e domani a Riga durante il vertice della Nato. Nella capitale della Lettonia i rappresentanti dell’Alleanza Atlantica dovranno infatti affrontare diverse questioni spinose, prima tra tutte quella della fallimentare missione in Afghanistan. Il servizio di Maria Fiano.
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