Difendere il diritto alla casa a Trieste è costato la condonna a quattro mesi e mezzo a ben cinque persone e due pene pecuniare per altri due attivisti.
Nel dicembre del 2003 una trentina di carabinieri, dietro mandato del p.m. Frezza, tentarono di sgomberare e mettere sotto sequestro due appartamenti ATER che tre giovani precari si erano autoassegnati. In quella occasione gli attivisti dello Sportello ADL\Invisibili e di altre realtà, autoassegnatari ed abitanti del quartiere, alcuni consiglieri comunali e regionali si sono mobilitati per tentare di bloccare lo sgombero. I carabinieri non riuscirono ad eseguire il sequestro e dopo sei lunghe ore decisero di abbandonare il campo.
Negli anni successivi tre differenti guidici del Tribunale di Trieste hanno assolto i tre autoassegnatari in questione, più altri, dal reato di occupazione abusiva riconoscendo loro lo stato di necessità e riconoscendo che l’assenza di un alloggio adeguato lede la salute psico-fisica e la dignità delle persone.
Ma alcune persone che quella mattina di dicembre fecero in modo che i carabinieri non mettessero delle persone sulla strada lunedì 27 novembre sono state condannate a quattro mesi e mezzo con l’accusa di vari reati che vanno dal favoreggiamento alle lesioni.
Rassegna stampa:
Sentenza di primo grado al processo per il mancato sgombero delle case di via Battera
La replica del consigliere regionale Metz Le autoassegnazioni e le azioni in difesa del diritto alla casa che vengono processate nei tribunali hanno il merito però di aver finalmente portato in primo piano la questione abitativa che è diventata ormai un’argomento all’ordine del giorno e che ha obbligato l’amministrazione comunale a prendere posizione in merito.
Infatti lunedì 27 novembre è stata presentata dai capi gruppo di maggioranza ed opposizione una mozione bipartisan per impegnare sindaco e amministrazione comunale ad occuparsi del problema abitativo in città.
Assente per protesta il consigliere comunale Alfredo Racovelli, "ritengo invece che sarebbe più giusto parteciparvi con quelle famiglie di autoassegnatari che con le loro azioni hanno sollevato la questione, costringendo la politica a prenderne atto" dice chiaramente Racovelli che in un
comunicato stampa spiega la sua scelta.
Rassegna stampa:
Comune, mozione bipartisan sull’emergenza abitativa
Mozione bipartisan: «Togliere l’Ici a chi affitta a prezzi equi»
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