RASSEGNA STAMPA

Il Giornale di Vicenza 28/11/06

Ora si studia una nuova viabilità

Oggi i capigruppo della Camera (fra cui Fabris) incontrano Parisi

Vicenza - Martedì 28 novembre 2006

Dal Molin. I progettisti americani in municipio per discutere l’ipotesi di realizzare un accesso a sud, liberando via S. Antonino
Ora si studia una nuova viabilità
Oggi i capigruppo della Camera (fra cui Fabris) incontrano Parisi
Le modifiche erano state suggerite dal numero due dell’Udeur durante un colloquio con l’ambasciatore americano in Italia Ronald Spogli

di G. M. Mancassola

Primi passi per ritoccare il progetto della caserma americana al Dal Molin. Ieri mattina al secondo piano di palazzo degli Uffici, in piazza Biade, è stata avvistata una delegazione di professionisti e tecnici della caserma Ederle, con le cartelle e le carpette contenenti elaborati progettuali.
A capo del gruppo c’erano Vincent Figliomeni, consigliere politico del comando Setaf, e Michele Lo Verde, uno dei progettisti. La porta a cui hanno bussato è quella dell’ufficio dell’assessore ai Trasporti Claudio Cicero. Di ufficiale, dall’incontro, non emerge nulla. Il sindaco Enrico Hüllweck, tuttavia, inquadra la riunione nell’ambito dei nuovi contatti avviati dagli americani per cercare di ridurre l’impatto del nuovo insediamento. Una delle ipotesi allo studio, spiega il sindaco, è il tentativo di limitare l’utilizzo di strada S. Antonino: l’intasamento dell’arteria che collega Caldogno con i quartieri a nord del capoluogo, infatti, è uno dei numerosi problemi sollevati dai comitati dei residenti e dal consiglio comunale calidoniense. E d’altra parte, quella viabilistica è una delle garanzie richieste dal documento approvato in sala Bernarda il 26 ottobre. «Ho chiesto all’assessore Cicero di avviare alcuni incontri preliminari - si limita a dire Hüllweck - ai quali ho preferito non essere presente per non dare la patente di eccessiva ufficialità».
Dunque nulla da prendere troppo sul serio, almeno per ora: solo ipotesi, come un’ipotesi dovrebbe ancora essere, fino a prova contraria, la stessa caserma. Ma cosa c’è sul tavolo? Il sindaco lo aveva anticipato a metà novembre, quando aveva confermato il colloquio con i vertici Usa, che si erano resi disponibili a modificare alcuni dettagli del progetto. In particolare, potrebbe essere rivoluzionato il sistema di ingressi e uscite, oggi collocati lungo strada S. Antonino, con il rischio di aggravare gli ingorghi di cui già soffre l’arteria. In ballo, come noto, c’è una soluzione di ampio respiro, come la tangenziale nord: al momento, però, non ci sono certezze né sul progetto, né sui costi, né sul finanziamento. Un’opera di quella portata, inoltre, richiederebbe alcuni anni di lavorazione burocratica e di cantiere. Il pericolo, allora, è che l’insediamento militare, qualora venga concesso il via libera da parte del Governo, venga completato e diventi operativo prima che la tangenziale sia completata. Una delle soluzioni potrebbe essere la creazione di un’alternativa a strada S. Antonino. Come? «Spostando gli ingressi verso sud», aveva anticipato Hüllweck nei giorni scorsi. Ora quella proposta sta prendendo forma concreta: l’idea è di sfruttare viale Ferrarin, che conduce al settore militare un tempo occupato dalla Nato. C’è però il problema della pista, che separa gli edifici militari dal settore civile, dove dovrebbe essere costruita la nuova caserma. L’ostacolo verrebbe aggirato costruendo una bretella di collegamento fra viale Ferrarin e la futura caserma, restando a sud della pista, senza quindi toccarla. Si tratterebbe di una sorta di parallela a viale Dal Verme, da ricavarsi appena al di là delle ultime case che si affacciano sulla circonvallazione cittadina.
Il Comune vorrebbe che questa fosse soltanto una soluzione temporanea: in alcun modo non può essere scambiata per la grande compensazione della tangenziale nord. La bretella, con questo schema di ingressi e uscite, sarebbe utile durante gli scavi e il cantiere, e per tutto il tempo necessario in attesa che venga completata la tangenziale nord.
Inizia così a prendere forma una delle modifiche suggerite dall’on. Mauro Fabris, capogruppo dell’Udeur alla Camera, durante un recente colloquio con l’ambasciatore americano Ronald Spogli. Proprio Fabris, con i colleghi capigruppo dell’Unione, questa mattina alle 9 incontrerà il ministro della Difesa Arturo Parisi. Fabris, che si è sempre detto contrario all’ipotesi attuale, cercherà almeno di convincere il ministro della necessità di trovare soluzioni alternative.

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