A pochi giorni dal primo dicembre, in Oaxaca la situazione risulta essere estremamente tesa. Il prossimo primo dicembre, il nuovo presidente, Felipe Calderon Honojosa, esponente della destra estrema e radicale, assumerà il potere formale ottenuto il seguito alle fraudolente elezioni del 2 luglio scorso.
Il movimento nato a Oaxaca, a partire dalla mobilitazione del Sindacato dei Maestri e dalla dura repressione esercitata contro questi il passato 14 giugno, costituitosi nella Assamblea Popular de los Pueblos de Oaxaca, continua a impulsare la propria domanda principale: la rinuncia del governatore Ulises Ruiz Ortiz, colpevole, non solo delle pratiche repressive degli ultimi due anni, ma anche di corruzione, di brolgi elettorali, nonché di aver favorito le grandi multinazionali che stanno sottraendo risorse allo Stato e stanno impulsando il famigerato Plan Puebla Panamá ([ 1 ] e [ 2 ]).
Passato il periodo elettorale, la APPO si é organizzata e mobilitata durante gli ultimi mesi, con la realizzazione di manifestazioni, le chiamate megamarchas, cui hanno partecipato milioni di persone, con la realizzazione di una carovana-camminata a Cittá del Messico, scioperi della fame. Ciononostante, il governatore non ha rinunciato. Al contrario con un atteggiamento di intransigenza e sfida, ha organizzato la repressione paramilitare. Le bande paramilitari hanno conquistato mobilitá all’interno dello Stato, realizzando diversi attacchi alle barricate poste dalla APPO nel centro della capitale e nei maggiori centri cittadini dello Stato. Il culmine di queste azioni di "guerra sporca" é avventuo lo scorso 29 ottobre ([ 3 ] e [ 4 ]), quando, tra gli altri, é stato ucciso il mediaattivista statunitense, Brad Will. A causa "dell’estrema tensione e instabilitá", il governo federale ha deciso l’incio delle truppe della Policia Federal Preventiva (PFP), la polizia militarizzata che ha di fatto occupato Oaxaca. Da allora, la APPO ha resistito in diverse occasioni agli attacchi delle forze di occupazione ([ 5 ], [ 6 ], [ 7 ] e [ 8 ]) che sono riuscite, comunque, a far ripiegare la APPO da diverse posizioni. Ciononostante, a APPO ha proseguito il proprio percorso organizzativo che é passato attraverso un congresso fondativo, cui hanno partecipato 1700 delegati e delegate dalle 9 regioni di Oaxaca ed hanno eletto una dirigenza provvisoria di 260 delegati con la paro,la d’ordine "tutto il potere al popolo".
Attualmente, dopo gli ultimi gravi scontri del 27 novembre scorso, la APPO si concentra nell’Universitá che, ricordiamo, godendo dell’autonomia che gli concede la legge, é virtualmente esente dalla presenza di forze dell’ordine. Ciononostante, la PFP continua a minacciare le istallazioni universitarie, all’interno delle quali si trova Radio Universidad, la voce del movimento, oggi essenziale strumento di collegamento del movimento.
In queste ore, la mobilitazione si concentra attorno alla grave situazione dei detenuti, desaparecidos e feriti che la repressione ha provocato. I numerosi arrestati sono in queste ore parzialmente trasferiti ad altre carceri, federali, in altre zone del paese. La lista dei desaparecidos é in continuo aggiornamento, a causa delle pratiche repressive della PFP, della polizia statale e dei gruppi paramilitari: arresti indiscriminati ed arbitrari, fermi, sequestri di persona, torture, minacce.
Il prossimo primo dicembre si insedia il nuovo Presidente, Felipe Calderon Hinojosa. Questi ha questa mattina annunciato l’ultima parte del nuovo gabinetto. Il timore delle nuove nomine é stato confermato: il nuovo Ministro degli Interni sará l’ex governatore dello Stato di Jalisco, il temuto Ramirez Acuña. Per chi non lo ricordasse, lo stesso governatore responsabile diretto della tremenda repressione avvenuta il 28 maggio 2004 a Guadalajara ([ 9 ] e [ 10 ]), nonché delle continue e ripetute violazioni dei diritti umani da parte della polizia statale e dell’impunitá degli oltre 400 omicidi di donne avvenuti a Guadalajara negli ultimi dieci anni.
Ricordiamo che sino ad ora il governo in mano al PAN (lo stesso Calderon é del PAN) é stato condizionato pesantemente dal PRI perché questo permetta l’assunzione del primo dicembre, minacciata dall’opposizione del PRD (il partito del "defraudato" candidato del centro sinistra Lopez Obrador). La nomina del priista Ramirez Acuña conferma la pesante dipendenza del futuro governo dal PRI.
Lo stesso Ulises Ruiz, priista, sembrerebbe aver c¿goduto di quest situazione. Cionostante, il primo dicembre si compiono i due anni di potere del governatore oaxaqueño, il che permeterebbe, secondo la legislazione locale, la nomina di un governatore interino, quasi sicuramente un altro priista. Due piccioni con una fava: la domanda principale della APPO soddisfatta e il PRI con lo stesso numero di governatori.
Difficile capire quel che succederá. Il PRD ed i movimenti ad esso collegati stanno manifestando la loro solidarietá al movimento a Oaxaca, ma sono riluttanti ad estendere il conflitto ad altre zone del paese, comprsa la capitale federale. La Otra Campaña ha partecipato al conflitto in Oaxaca a livello di organizzazioni e collettivi di base che hanno molti propri aderenti presenti oggi a Oaxaca. Le azioni di solidarietá della Otra peró non riescono fino ad ora a trasportare Oaxaca nel resto del paese con la dovuta forza e resta irrisolta la definizione della relazione tra EZLN e le organizzazioni radicali e guerrigliere che, in gradi diversi, sono implicate nel conflitto di Oaxaca. Sicuramente, molte cose si definiranno a partire dal primo dicembre, per il quale, la APPO annuncia: "si Ulises no se va, Calderon no pasará".
Informazioni:
Centro de Medios Libres
Indymedia Chiapas
Indymedia México
Liga Mexixaca por la Defensa de los Derechos Humanos
Noticias, voz e imagen de Oaxaca
Oaxaca Libre
Radio Universidad
Vedi anche: "Un’estate bollente: racconti da Oaxaca"
Messico – Rissa all’interno del parlamento di San Lazzaro
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