Metz: «Usano pretesti»
I giovani del comitato di gestione della «Casa delle culture» tolgano il disturbo dall’omonima struttura di via Orlandini 38, perché hanno violato la legge e sono venuti meno agli impegni con il Comune, contenuti nel contratto d’affitto dello stabile.
La richiesta è contenuta in una mozione urgente che An presenterà durante la seduta odierna del Consiglio comunale. Il documento, di fatto, mette di fronte la destra cittadina e i rappresentanti della sinistra antagonista, con cui si tendono ad associare le attività promosse all’interno della «Casa delle culture» di Ponziana, che il Comune ha affittato nel 1999 dall’Ater, dandolo successivamente in sublocazione al comitato di gestione per 2600 euro l’anno.
I finiani, in particolare, scrivono che nel 2000 «l’amministrazione comunale, nella formalizzazione del contratto con il comitato, aveva deliberato di sostenere la spesa di 150 milioni di lire per la ristrutturazione dell’immobile, rilevando che ”l’attività riveste i caratteri di pubblico interesse”». Questo mentre «nel corso degli ultimi anni il comitato ha attivato iniziative non autorizzate e in contrasto con le finalità del progetto alla base della sublocazione fra cui l’attivazione dello sportello per gli invisibili, la realizzazione di Teleponziana occupando illegalmente i coni d’ombra di altre frequenze, la manifestazione davanti al consolato inglese con lancio di uova piene di vernice fino all’occupazione del Consiglio comunale dello scorso 23 ottobre».
An, quindi, insiste sull’indagine del pm Federico Frezza, secondo cui «all’interno dell’immobile di via Orlandini ”agisce da un’associazione a delinquere costituita allo scopo di occupare o favorire l’occupazione di alloggi lasciati sfitti dall’Ater”». La scintilla della mozione, però, è rappresentata dalla manifestazione di sabato scorso, quando «alcune persone, fra cui giovani facenti riferimento alla Casa delle culture, hanno installato una panchina in piazza Venezia, realizzando così un abuso edilizio».
«Nel momento in cui la città denota un quadro istituzionale svilente e una serie di difficoltà sociali rilevate non solo dalla Casa delle culture ma da più parti, la preoccupazione di An è quella di chiudere uno dei pochissimi spazi di dibattito culturale e aggregazione sociale», replica in proposito il consigliere regionale dei Verdi Alessandro Metz, indicato nella mozione come «presidente del comitato di gestione». «Non è affatto vero - precisa - perché lo ero fino al 2003, poi mi sono fatto da parte per il mio ruolo politico».
«La mozione - aggiunge Metz - è un tentativo pretestuoso e segnala in particolare che la questione delle panchine di piazza Venezia ha dato fastidio. Per An, evidentemente, non ci si può permettere di disturbare il manovratore, in questo caso l’assessore Bandelli».
pi. ra.