Samah Idriss è un noto intellettuale libanese e pubblica la prestigiosa rivista letteraria araba “Al Adab”. E’ autore di diversi libri e ha un dottorato alla Columbia University di New York. Ha fatto parte del movimento antimperialista di sinistra ed è cofondatore di diverse associazioni culturali e politiche che sostengono la lotta di liberazione araba. Sostiene il movimento di liberazione nazionale libanese oltre a quelli in altri paesi arabi. E’ attualmente impegnato nella Campagna di Resistenza Civile.
Ascolta l’intervista a Samah Idriss.
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Come vede lei la presenza delle forze militari dei paesi occidentali all’interno del territorio libanese?
C’è molta confusione in Libano circa la presenza delle forze militari internazionali. Molti sono convinti che siano qui per proteggere il Libano, ma la verità è che sono qui per proteggere Israele. In questo senso ci sono molti segnali. Come pure molti eventi. Tutto ciò ha reso la popolazione sospettosa del ruolo dell’Unifil in Libano. Tra cui le stesse parole della cancelliera tedesca Angela Merkel, la quale a chiare lettere ha definito la presenza in Libano una protezione nei confronti dello stato israeliano. Il 10 ottobre, poi, le truppe dell’Unifil nel sud del paese hanno prodotto un documento contraddittorio nei confronti del senso originario della missione delle Nazioni Unite nel nostro paese. Secondo la Risoluzione 17 del ’01, infatti, le truppe Onu dovevano sostenere l’esercito libanese nella sua avanzata verso sud. Il documento del 10 ottobre, però, menziona la possibilità dell’uso della forza indipendentemente dall’autodifesa. E questo contraddice completamente la risoluzione 17 del ’01.
C’è poi anche la questione dei check-point che contrasta la risoluzione. Inoltre, c’è una serie di eventi che ci rendono ancora più sospettosi. Un esempio è il fatto che l’esercito francese si è astenuto dall’aprire il fuoco nei confronti dell’aviazione israeliana che sorvolava il quartiere generale nel sud. Potrei continuare a citare eventi su eventi che gettano ombra sul ruolo dell’Unifil in Libano…
Cosa pensa rispetto all’atteggiamento della comunità internazionale nei confronti di Israele?
La cosiddetta comunità internazionale è responsabile di cosa Israele sta facendo, questo è ovvio. Israele non avrebbe mai fatto quello che ha fatto ai palestinesi e ai libanesi senza l’appoggio militare, economico e politico della comunità internazionale. Anche l’Italia ha rapporti economici e di cooperazione militare con Israele. Sono convinto, inoltre, che l’Unione europea ha la responsabilità umana, e umanitaria, di boicottare Israele dal punto di vista economico, diplomatico, militare. E’ inconcepibile che l’UE non boicotti Israele quando uno come Liebermann siede in parlamento e è ministro del governo Olmert. Liebermann, il difensore della diaspora palestinese del 1948. Che si augurò l’annegamento dei palestinesi nel Mar Morto, che dice non voler mettere piede in terra palestinese. La comunità internazionale deve boicottare Israele anche solo per la presenza di un siffatto personaggio nel suo governo. Ora Israele minaccia il sud del Libano con un milione e duecento mila bombe cluster: la comunità internazionale deve fare pressioni su Israele.