Almeno 7 mila in corteo «Chi non sfila stia a casa»
di G. M. Mancassola
Otto chilometri di percorso, da un capo all’altro della città, da viale della Pace a strada S. Antonino; oltre tre ore per andare e un’ora per tornare verso la stazione; oltre 7 mila partecipanti stimati; 1.500 in arrivo via treno; 60 pullman attesi, metà al parcheggio dello stadio e metà al Foro Boario; oltre 60 vigili, vale a dire tutti quelli a disposizione, impiegati per deviare il traffico; mille agenti richiesti per il servizio di controllo sullo svolgimento della manifestazione. Il 2 dicembre è destinato a segnare più di un record per partecipazione e per gli effetti collaterali sulla città.
Vertici a go-go. Le relazioni diplomatiche fra il Comune da una parte e la prefettura e la questura restano frizzanti. Dopo aver denunciato la mancanza di coinvolgimento e di informazione nella predisposizione della macchina organizzativa, l’Amministrazione comunale è passata dalle parole ai fatti, con una lettera del sindaco Enrico Hüllweck in cui si invita a definire i ruoli dei vari enti coinvolti prima che sia troppo tardi. Ieri all’ora di pranzo, dunque, in questura è stato convocato un vertice tecnico, a cui hanno preso parte rappresentanti delle forze dell’ordine, il questore Dario Rotondi, il comandante dei vigili Cristiano Rosini, tecnici comunali e di Aim.
Nel corso della riunione è stato delineato lo scenario in cui dovranno muoversi il trasporto pubblico cittadino e il traffico veicolare in questo sabato di emergenza viabilistica. Questa mattina, invece, in prefettura è convocato un nuovo summit di natura “politica”, al quale sono stati invitati il sindaco e il procuratore Ivano Nelson Salvarani. La riunione dovrebbe porre la parola fine sull’organizzazione dei servizi di controllo.
A lungo, ieri, i comitati e la questura hanno trattato su un possibile cambiamento del percorso: la contropartita avrebbe dovuto essere la disponibilità di pullman dalla stazione ai luoghi della protesta. La trattativa per ora è arenata. Il percorso non cambia.
Il sacrificio. Le ultime novità corroborano l’allarme lanciato già nei giorni scorsi dal vicesindaco e assessore alla pubblica sicurezza Valerio Sorrentino: «Vicenza non ha mai assistito a una manifestazione di questa portata. Il disagio per tutti sarà elevatissimo, al netto di eventuali incidenti. Per la circolazione delle auto sarà un autentico disastro. Per questo, il nostro invito a chi non parteciperà è di restare a casa, di non muoversi per non aggiungere caos al caos».
Sorrentino, poi, attacca la fisionomia della manifestazione, che sarà sdoppiata in due cortei: «La Cgil ha scelto di distinguersi non solo per il punto di partenza, che sarà lo stadio e non villa Tacchi, ma anche nel punto di arrivo: ci saranno 30 bus ad attendere i manifestanti della Cgil in via dei Laghi, non al Dal Molin».
E a proposito di cortei, Sorrentino avverte: «Finita la manifestazione, chi è arrivato in treno dovrà essere scortato dal Dal Molin alla stazione, attraversando di nuovo quartieri come la zona delle piscine e viale Mazzini. Cosa c’entra il diritto di manifestare con questo assurdo sacrificio a cui la città è chiamata?».
Il centrosinistra. «È ora di dire basta alla campagna di “terrorismo psicologico” - afferma Severino Galante, deputato dei Comunisti italiani - che è stata messa in piedi da più parti su questo appuntamento. Non permetteremo a nessun provocatore di minare l’unità di questo movimento».
A Verona, intanto, ieri sera del Dal Molin ha parlato anche Piero Fassino, leader dei Democratici di sinistra, mostrando però di non essere aggiornato sulla vicenda: «Solleciterò il ministro Arturo Parisi affinché il confronto sulla base Usa di Vicenza con il territorio sia fatto il più presto possibile». Fassino ha indicato negli enti locali, comune, provincia e altre realtà istituzionali gli interlocutori più adatti. Peccato che i Comuni di Vicenza e Caldogno abbiano già avuto modo di esprimersi. «Mi pare che il ministro Parisi - ha concluso Fassino - abbia più volte dichiarato la disponibilità a una discussione per cercare soluzioni che accolgano le istanze e le sollecitazioni dei cittadini di Vicenza».
Richiesti un migliaio di agenti
La questura sollecita il ministero a mandare anche l’elicottero
(d. n.) Un migliaio fra agenti, carabinieri e finanzieri. Sono stati richiesti nutriti rinforzi fra le forze dell’ordine per presidiare la città prima, durante e dopo la manifestazione di sabato pomeriggio contro il Dal Molin agli americani. La questura ha anche sollecitato l’invio di un elicottero della polizia per controllare dall’alto il lungo serpentone e vedere immediatamente se vi sono esigenze di ordine pubblico. Non è detto che tutte le richieste saranno esaudite dal ministero: certo è che l’elicottero sopra Vicenza non dovrebbe mancare, mentre il numero delle divise dovrebbe essere compreso fra le 600 e le 800.
«Sono moderatamente fiducioso», ha ripetuto il questore Dario Rotondi ieri mattina. Stando alle informazioni giunte in viale Mazzini, non sarebbe prevista la partenza di teppisti da vari paesi d’Europa alla volta di Vicenza; arriveranno manifestanti da Slovenia e Austria. «Verosimilmente non sarà un’altra Genova, ma non abbiamo la sfera magica per vedere il futuro». Certo è che i segnali di distensione richiesti dalla polizia sono arrivati, in questi giorni, che «significano molto ma non tutto». Il ragionamento è che sarebbe difficile per gli stessi organizzatori, che sfileranno in maniera pacifica, bloccare eventuali facinorosi al loro interno, soprattutto se organizzati.
Sabato sarà la prima tappa di un lungo percorso, a meno che il governo non dica No alla proposta statunitense. Al corteo potrebbero seguirne altri, e l’auspicio è quello di partire con tranquillità, senza scontri. «Per il bene di Vicenza», ha ripetuto ieri Rotondi, fra una riunione e l’altra.
Ma il pericolo arriva dai disorganizzati
Nell’universo dei disobbedienti alcuni gruppi che agiscono da soli
(d. n.) Forze dell’ordine e organizzatori predicano prudenza. Ma la presenza di alcuni gruppi a Vicenza domani potrebbe creare alcuni problemi di ordine pubblico. Chi conosce bene l’universo dei disobbedienti (non dei no global in genere, si tratta di categorie e persone ben diverse) sa che non si tratta di un gruppo del tutto omogeneo. Sia per la provenienza geografica che per la natura degli suoi elementi.
Negli ultimi anni, ad esempio, gli appartenenti ai centri sociali del Nordest hanno dimostrato come manifestazioni, cortei e occupazioni siano improntati a forme di protesta anche eclatanti, ma molto di rado ricorrendo allo scontro fisico. Di recente si sono fatti spostare a braccia dalla polizia durante delle occupazioni, o si sono incatenati. A Vicenza, tre anni fa, durante una marcia contro la guerra in Iraq davanti alla Ederle, la base Usa fu vittima di un lancio di limoni riempiti di vernice rossa e scritte sui muri. Non vi furono feriti.
Appartenenti ai centri sociali milanesi, invece, nel marzo scorso si erano resi protagonisti degli inqualificabili scontri durante i quali fu dato fuoco ad alcune macchine parcheggiate lungo la strada e furono spaccate le vetrine di alcuni negozi. Una decina gli arresti. Alcuni milanesi hanno annunciato la loro partecipazione a Vicenza, ma dovrebbero essere stati tranquillizzati dai vicentini. Il problema sentito dalle forze dell’ordine riguarda l’eventuale arrivo dei gruppi non organizzati fra i disobbedienti. Ad esempio, i compagni del Cpo Gramigna di Padova, o dell’Officina di Napoli: centri sociali che operano spesso autonomamente. Il timore è quello che questi o altri abbiano intenzione di fare baccano in maniera violenta, e in questo caso a nulla vale cambiare percorso, organizzare dei controlli interni o militarizzare la città.
I bus nel caos Via i cassonetti
Toccate quasi tutte le linee dei trasporti Saranno tolti oltre quattrocento bidoni
(g. m. m.) Sarà una giornata di duro lavoro per Aim, chiamata in almeno due settori a fare gli straordinari. La questura, infatti, ha disposto per ragioni di sicurezza di eliminare tutti i cassonetti, cestini e bidoni della spazzatura dal tragitto del corteo e dalle zone limitrofe. In tutto sono oltre 400.
Verranno eliminati sabato mattina da sei addetti, che li rimetteranno a manifestazione conclusa, mentre altri otto addetti saranno impiegati per una pulizia straordinaria dell’area della marcia. Il costo per il Comune sarà di circa 5 mila euro.
Forti disagi verranno subiti anche dagli utenti degli autobus: quasi tutte le linee, infatti, sono interessate dal percorso. Basti considerare che secondo i calcoli delle autorità di controllo, per passare dal primo all’ultimo manifestante in ogni punto del percorso il corteo impiegherà circa un’ora.
«Sabato 2 dicembre - si legge in una nota ufficiale - Aim svolgerà il normale orario di servizio degli autobus. Si avvisa tuttavia la spettabile clientela, poiché il rientro degli studenti coinciderà con l’arrivo dei manifestanti, che potrebbero crearsi eventuali disagi solo nella zona di viale della Pace, da dove partirà la manifestazione verso le due. Aim si adopererà per arrecare il minor disagio alla clientela, alla luce delle previste modifiche della viabilità». In particolare, disagi potrebbero esserci per gli studenti che rientrano da scuola verso S. Pio X all’ora di inizio della manifestazione, fra le 13 e le 14. «Il servizio - si legge nell’avviso ai clienti - potrà subire temporanei blocchi a vista, deviazioni di percorsi e il mancato rispetto degli orari esposti alle fermate. Sono previste deviazioni dei percorsi delle linee 1, 2, 3, 4, 5, 7, 9, 10, 11. La linea 10, in particolare, verrà divisa in due tratte finché la marcia non supererà contrà S. Marco. Per ulteriori informazioni Aim risponde al numero 0444 394909