Era stato propagandato come una svolta il decreto proposto da Livia Turco sul raddoppio delle quantità di cannabis consentite ad uso personale - un piccolo passo per intervenire sulla Fini - Giovanardi - in concreto ben poca cosa, come constatato dai settori degli operatori di strada, un nulla di fatto dopo il duro colpo ricevuto in commissione Sanità del Senato che con un ordine del giorno impegna il governo a riesaminare il decreto.
Si fermano, quindi, anche le riforme dei piccoli passi mentre la Fini - Giovanardi, nonostante le promesse elettorali e qualche boutade del ministro ferrero ad inizio legislatura resta invariata e intoccabile.
Mentre si fa sempre più forte la necessità di un cambiamento culturale dell’apporccio al mondo delle droghe, in modo particolare verso i nuovi usi delle vecchie droghe, al fronte del crollo dei prezzi registrato dall rapporto annuale dell’agenzia europea per le droghe di Lisobona (che ha lanciato l’allarme costi – al ribasso - e consumi – in aumento - per l’Unione Europea.)
L’Afghanistan continua ad invadere il mercato mondiale con la produiozne di oppio e derivati sotto l’occhio attento dei militari Usa ed Occidentali.
I dati rivelano il fallimento delle politiche proibizioniste adottate negli ultimi anni. Dai centri sociali sta partendo un’ analisi ed una campagna di riflessione e di intervento proprio sui rischi del proibizionismo e sulla necessità di depenalizzare i reati legati ai comportamenti individuali.
Dopo l’incontro - dibattito organizzato dal centro sociale Pedro di Padova in cui si erano alternati interevnti di operatori di strada e di medici legati all’uso terapeutico della cannabis, domani sera, martedì 5 dicembre , al Tpo di Bologna si svolgerà un dibattito dal titolo: “I danni del proibizionismo”.