Più di duemila persone domenica hanno partecipato al "battesimo" della panchina "ricomparsa", a Trieste, per rivenicare una città aperta, accogliente, ricca di vitalità e socialità, l’esatto contrario di quello che l’amministrazione comunale sta creando in questi anni.
L’avvenimento che ha fatto scoppiare la polemica in città è stato il taglio di alcune panchine ordinato dall’assessore comunale ai lavori pubblici Bandelli, atto a cui è seguita un’azione della Casa delle Culture che ha donato alla città una panchina piantandola in P.zza Venezia, proprio dove l’assessore Bandelli le aveva fatte tagliare a colpi di flex. Alleanza Nazionale non ha atteso molto per attaccare poi pubblicamente la Casa delle Culture accusandola di "abusivismo edilizio" e proponendo in Comune lo sfratto immediato dell’unico spazio autogestito della città. Attacco a cui sono seguite diverse prese di posizione e l’appello in difesa della Casa delle Culture continua a ricevere sottoscrizioni ancora oggi.
La cronaca dalla voce di Carlo Visintini, Casa delle Culture di Trieste
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Cronostoria
Quest’oggi la società civile di Trieste ha risposto all’appello lanciato da alcuni intellettuali cittadini e così oggi, da una Piazza Venezia piena di persone, musicisti, attori di strada, giocolieri, è partito un corteo in direzione del Municipio. Davanti a tutti, una panchina, portata in spalla per simboleggiare la processione del suo battesimo, un gesto simbolico per augurare che d’ora in poi le panchine nascano invece che sparire.
Alla manifestazione hanno partecipato molti artisti che con la loro musica e le loro performance hanno allietato le soste nelle piazze del centro città, fra loro anche Vinicio Capossela che ha accompagnato il corteo e che abbiamo intervistato al termine dell’iniziativa.
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In piazza quest’oggi c’era anche Alfredo Raccovelli, consigliere comunale dei Verdi, un suo commento sull’iniziativa.
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* da “Il Piccolo di Trieste” del 11 novembre 2006:
Panchine, 1500 in piazza Unità