E’ in corso una vera e propria campagna denigratoria contro i centri sociali e gli spazi autogestiti.
Una campagna che vede due filoni: da una parte gli operatori commerciali, i pescecani della musica - quelli che per anni si sono arricchiti utilizzando la cultura come una merce (spesso e volentieri con l’avvallo di finanziamenti pubblici) che continuano la campagna contro il Centro Sociale Occupato Rivolta che è l’unico spazio in questa città a proporre eventi - come il concerto di sabato 9 dicembre con il concerto di Vinicio Capossela - ad un prezzo bassissimo permettendo a tutte le persone di poterlo vedere.
Il secondo filone è quello legato agli "ultimi colpi di coda" di una campagna contro gli spazi sociali che abbiamo visto attuarsi in questi ultimi mesi.
Da una parte i fascisti di AN come Speranzon - ma anche parte della sinistra - che attacca, utilizzando le solite scuse, quella che è l’esperienza politica del Centro Sociale Occupato Rivolta e di tutti i centri sociali di questo territorio.
"Credo che i vari operatori della musica che si sono scatenati in questa campagna contro di noi accusandoci di "concorrenza sleale" non hanno centrato in alcun modo il problema: i centri sociali non sono locali dediti al business ma sono spazi di proposta culturale alternativa e che hanno scelto una strada politica ben precisa, ovvero quella di praticare di fatto il diritto d’accesso alla cultura senza sottostare alle regole di mercato e del business. Del resto credo che a molti, sia di destra che di sinistra, dia fastidio il fatto che i centri sociali siano attraversati da migliaia di persone e che siano tutt’altro che isolati come loro vorrebbero che fossero.
La grandissima partecipazione ai cortei, ai concerti e agli altri avvenimenti politici e culturali promossi dagli spazi sociali credo sia la migliore risposta a queste inutili polemiche".
Ascolta il commento di Michele Valentini, Cso Rivolta di Marghera.
[ audio ]