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Via Gradenigo: Disobbedienti all’attacco di Zanonato «Concede spazi gratuitamente a chi possiede mezza città»
«Sgombero, ecco com’era la sala dei frati»
Puntano l’indice contro i francescani dell’associazione Armadio del Povero. Ma il vero obiettivo della polemica e il sindaco Flavio Zanonato e la sua giunta. Punto per punto, Nicola Grigion e Marco Zanotto delle officine sociali Kilombo e Lorenzo Parrinello consigliere di quartiere «Verde» del Portello contenstano quanto denunciato dai frati («le accuse di furti e violenze sono solo bugie»).
Venerdì 5 gennaio 2007
Ma chiedono anche al sindaco di uscire allo scoperto, in quanto «mandante dello sgombero» attuato mercoledì mattina dalla polizia in via Gradenigo 8. Sgombero che è stato vanificato, dato che poche ore dopo, il muro eretto per separare i locali in comodato d’uso all’associazione Armadio Francescano da quelli delle officine Kilombo e Razzismo Stop è stato abbattuto nuovamente dai no global. «Siamo qui per smascherare le menzogne dei frati - è l’esordio di Marco Zanotto - ma soprattutto per chiederci se è da considerarsi violenza ripulire un posto degradato o farlo gestire in maniera mafiosa da chi è proprietario di mezza Padova. Tra l’altro noi non abbiamo mai rubato nulla. Più volte abbiamo chiesto ai frati di riprendersi i loro attrezzi. Comunque tutta questa vicenda è un paradosso: perché il Comune offre spazi gratuiti a chi non ne ha proprio bisogno». Anche Grigion tira in ballo Zanonato: «La giunta fa finta di nulla - riprende mostrando il cartello del sequestro dei locali che i no global dicono rispediranno al mittente - Zanonato usa la parola riqualificazione che però significa sgomberi, deportazioni forzate, polizia e muri. Il sindaco erige muri ma non ha le p... di spiegare giornate come quelle di mercoledì. E i frati, tra l’altro, dicono bugie». In risposta allo sgombero (vanificato) stasera negli spazi «dis»sequestrati di via Gradenigo verrà organizzata una festa (Stop the Wall Party), mentre domani dalle 16 in poi ci sarà la festa della Befana («bruceremo la guerra») organizzata col comitato di quartiere. Fonte: Il Mattino di Padova
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