COMUNICATI

Bologna - Chiudere i Cpt: se non ora quando? - Assemblea pubblica verso la manifestazione nazionale del 3 marzo a Bologna

Bologna - Chiudere i Cpt: se non ora quando?

Cronistoria dell’assemblea pubblica del 17 gennaio al Tpo

Bologna - Mercoledì 17 gennaio 2007

Mercoledì 17 gennaio ore 21 Al TPO, V.le Lenin 3 Bologna

Assemblea pubblica verso la manifestazione nazionale del 3 marzo a Bologna

Invito di partecipare all’assemblea in lingua:
Araba
Inglese
Francese

-  Leggi il comunicato del C.S. T.p.O.

Chiudere i Cpt: se non ora quando?
Cronistoria audio dell’assemblea pubblica

Quella di stasera è la prima di una serie di assemblee per costruire assieme la giornata nazionale del 3 marzo.
Il Cpt di via Mattei è ancor una ferita aperta nella città di Bologna, lotta iniziata nel lontano ’98 quando ancora non c’era il Cpt ma la caserma Chiarini. Da allora il movimento non ha mai smesso di chiedere la chisura di quel posto con azioni anche eclatanti come lo smontaggio, per il quale domani, 18 gennaio, si tiene la prima udienza del processo.
I Cpt non sono più finalizzati soltanto all’espulsione ma stanno diventando perfettamente interni ai processi di accumulazione del capitale.
Nella riforma a cui sta lavorando il governo i Cpt rimarranno aperti il permesso resterà legato al contratto di lavoro.
Questo governo non è in grado di rompere con le politiche precedenti!
Queste alcuni punti che affronta Domenico del Tpo nell’intervento di apertura dell’assemblea.
Audio

Nel 2004 è iniziato l’iter di costruzione del Cpt di Gradisca, modello di super carcere etnico dove le suppellettili sono inchiodate al pavimento e le sbarre sono ovunque, anche nei passaggi a cielo aperto, un terrificante luogo di deprivazione sensoriale.
Tante le iniziative in questi anni, durante le quali i manganelli del “governo amico” sono stati identici a quelli del “governo nemico”..nessuna differenza!
Il conflitto dal basso è l’unico modo per indicare una maniera diversa per approcciarsi al tema dell’immigrazione, senza leggi speciali, senza muri, senza discriminazioni nonché l’unico modo per chiudere questi nuovi lager.
Ascolta l’intervento di Carlo per Trieste e Monfalcone
Audio

Costantin,migrante rumeno, racconta di come, in tanti anni di lotta abbia visto ogni tipo di sfruttamento e troppa gente costretta nelle baraccopoli. In campagna elettorale chiudiamo i lager era la promessa, e adesso?
E’ importante che i migranti diventino protagonisti delle loro lotte, che non sono finite, pensiamo anche solo alla casa, quanti appartamenti vuoti e quante persone, stranieri, studenti, lavoratori hanno bisogno?
Audio

1500 persone di 15 etnie diverse, molti mondi che si incrociano ancora oggi, dopo 15 anni di lotte, nelle case occupate di Firenze.
I Cpt sono i luoghi dell’esclusione e del razzismo, luoghi e schemi di pensiero che purtroppo si riproducono troppo facilmente nelle nostre città, ne è un esempio il muro via Anelli a Padova. E non è una questione di giunte, anche Firenze è sotto il centrosinistra, eppure nel quartiere di San Lorenzo si vedono attacchi quotidiani contro gli ambulanti da parte di polizia e vigili e carabinieri.
Grazie ai migranti del movimento toscano a Firenze si è impedita l’apertura del cpt, questo però non impedisce che i migranti vengano portati a Pisa, a Bologna o a Roma.
Occupare una casa, difenderla, picchettare contro gli sfratti e molte altre pratiche di movimento, devono smettere di essere considerati reati oggi, ma atti legittimi, di legittima difesa davanti alla violenza e alla brutalità di questa società.
Queste alcune suggestioni dalla Toscana, ascolta l’intervento completo di Lorenzo Bargellini - Movimento di lotta per la Casa di Firenze.
Audio

Recentemente, a Roma, una madre e suo figlio si sono lanciati dal quarto piano per sfuggire all’incendio di un appartamento, uno dei tanti dove vengono stipati a decine i migranti. Questa tragedia da un parte è stata minimizzata, tentando di mascherare l’ennesima conferma delle condizioni in cui vivono i migranti, mentre dall’altra si caricavano i presenti al presidio di solidarietà e protesta.
La realtà è peggiore di come ce la racconta la politica istituzionale, caratterizzata dalla continuità rispetto al precedente governo: Ferrero dichiara che i centri sono insuperabili mentre Amato presenta un bozza con elementi peggiorativi rispetto alla precedente condizione.
Ascolta l’intervento completo di Luigi Marinelli delle RdB-CUB Bologna
Audio

Un’assemblea con oltre 23 interventi, a 8 regioni italiane, con più di 330 persone che hanno attraversato l’assemblea, dimostrando un desiderio collettivo: quello di riprendere con grande chiarezza la lotta e la resistenza sul terreno della precarietà migrante e sul nodo insoluto dei Cpt verso il 3 marzo. All’alba del processo per lo smontaggio del Cpt di Bologna è il momento di ricominciare una nuova primavera di movimento. Da oggi, infatti parte un percorso comune per un luogo comune: Bologna 3 marzo 2007.
Ascolta l’intervento a conclusione dell’assemblea di Gianmarco de Pieri Del Tpo di Bologna
Audio

-  Racconti da diversi territori e diverse soggettività per cominciare a costruire il percorso che le porterà insieme il 3 Marzo nelle strade di Bologna


-  Per la rottura del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, per la fine dello sfruttamento delle e dei migranti.
Chiudere tutti i centri di permanenza temporanea!

-  Aboliamo la legge Bossi Fini partendo dall’immediata chiusura di tutti i centri di permanenza per migranti, fuori e dentro l’Europa!

-  Contro le proposte di umanizzazione dei Cpt, contro l’ipocrisia del “superamento”, contro le politiche di esternalizzazione dei centri di detenzione!

-  Libertà di circolazione!
Diritti per tutti, lager per nessuno!

Centro sociale TPO
Viale Lenin 3 Bologna
Info: tpo@mail.com
Bus 19, 27, 63 notturno –Fermata Villa Paradiso


Spazio No Border - Radio Kairos 105.85 FM
Approfondimenti, interviste ed aggiornamenti verso il 3 marzo.
Dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 12 all’interno di Radio Kairos News.

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