Tre iniziative davanti alle poste della città di Padova, Venezia e Verona si sono tenute questa mattina per denunciare un’operazione volta a produrre un grosso business per le Poste e per lo Stato e a complicare ulteriormente la vita ai migranti.
L’11 dicembre è iniziata infatti la procedura di rinnovo dei permessi di soggiorno attraverso Poste Italiane Spa.
Una procedura che ha prodotto:
altri gravi oneri economici a carico dei migranti. Il costo complessivo per la pratica è di 72,12 Euro, a cui dovrà aggiungersi l’ulteriore costo per la compilazione del kit, un costo che va moltiplicato per ogni componente del nucleo familiare e che va sostenuto anche più volte all’anno, in caso di cambio del lavoro.
Speculazioni di ogni tipo, già verificatesi con la sparizione dalle poste dei kit.
Ulteriori ritardi e intasamenti nelle Questure, visto che le pratiche, una volta spedite a Roma, lì dovranno tornare.
Un’ incognita totale sui tempi che ci vorranno per entrare in possesso del Permesso.
A questo si aggiunge la scandalosa vicenda del decreto flussi bis, che tiene in ballo le vite di 500.000 immigrati senza alcuna garanzia, nemmeno per loro, di usufruire della regolarizzazione senza dover tornare nel proprio paese.
Un filo conduttore ha legato le tre manifestazioni: l’abolizione della legge Bossi Fini e la chiusura dei Cpt.
Davanti alle sedi delle poste è stato lanciato un invito: "Dobbiamo riprendere a lottare anche contro questo Governo di Centro-Sinistra, perché non sta rispettando nessuno degli impegni presi:"
per una immediata riforma delle procedure di rinnovo dei permessi a costo zero e per la loro semplificazione amministrativa
per dare forza alla richiesta di regolarizzazione permanente per tutti i migranti sul territorio italiano ed europeo
per una legge sull’immigrazione basata sul principio della libera circolazione delle persone
contro le nuove normative di sottrazione del reddito del lavoratori iniziate con il progetto di scippo del TFR
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