Beirut - E’ terminato il coprifuoco che era stato instaurato ieri sera nella capitale in seguito ai durissimi scontri dei giorni scorsi. Ieri il campo universitario di Beirut è stato teatro di forti tensioni tra gruppi di studenti di opposte fazioni. Cinque morti e trenta i feriti: due vittime colpite dai cecchini.
Blocchi stradali verso l’aereoporto internazionale e sulle principali vie di comuncazione che portano al sud del paese controllato da Hezbollah.
A Parigi nella terza conferenza internazionale i paesi donatori hanno stanziato più di sette miliardi di dollari a favore del governo di Siniora.
La missione Unifil, che vede impegnata anche l’Italia nei territori libanesi, rischia di essere coinvolta nella sempre più difficile e delicata situazione.
"Non è possibile capire quanto sta succedendo in questo momento in Libano se non lo si mette in relazione al contesto medio-orientale e alla storia remota e recente di questo paese".
Con Beppe Caccia un’analisi della situazione libanese. Uno stato inventato nella crisi della presenza coloniale europea nell’area; i cui confini sono stati tracciati in una logica spartitoria dagli interessi delle grandi potenze.
"Un vero e proprio mosaico di appartenenze etniche, culturali e religiose. A tutt’oggi un paese con una forte differenziazione multiculturale e multireligiosa".

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