COMUNICATI

I verdi di Rimini con le popolazioni vicentine

Comunicato Stampa

Rimini - Martedì 30 gennaio 2007
Contro le logiche della guerra globale permanente

I Verdi di Rimini esprimono la loro netta contrarietà all’allargamento della base USA di Vicenza ed esprimono la loro piena solidarietà alla lotta della popolazione vicentina che nel corso di questi mesi ha sviluppato pratiche di democrazia ed autorganizzazione che ha mandato in crisi il quadro istituzionale dell’attuale sistema della rappresentanza politica. Mesi di mobilitazioni e assemblee, culminati nella manifestazione del 2 dicembre hanno fatto emergere in modo chiaro lo stacco esistente tra i bisogni del territorio vicentino e la sfera politico – istituzionale che non riesce a captare, capire e rappresentare le esigenze e i desideri di una moltitudine di persone che colora di arcobaleni e pace la propria città. Il governo deve uscire fuori dalla sua miopia politica e sociale e ascoltare le ragioni che una intera città ha portato avanti nel corso di questi mesi.

La vicenda dell’aeroporto “Dal molin” è il paradigma degli attuali dispositivi che la guerra aziona nel mondo grazie alla sua esplosiva capacità di combinare affari, propaganda culturale e morte. La guerra crea profitti perché mette in moto motori economici e finanziari che legano il loro funzionamento al costante ciclo di distruzione e ricostruzione dell’ambiente e dei territori; ma questo meccanismo, assolutamente antiumano, è accompagnato dalla messa in campo di saperi che devono flessibilizzare la mente e il corpo delle popolazioni alle logiche dell’odio tipiche di ogni situazione bellica. Corollari di questa azione sono lo sviluppo di una propaganda razzista e l’emergere di sistemi di esclusione, legislazione, reclusione e controllo che tendono a criminalizzare la diversità e a organizzare, in opposizione ad essa, il consenso.

Ma perché il sistema della guerra funzioni è necessario introdurre nell’esistenza quotidiana dei cittadini, degli elementi di insicurezza che scatenino sentimenti di paura e sfiducia. Qui si collocano le dinamiche della precarietà lavorativa ed esistenziale che i governi neo-liberisti mettono in campo come pratica di controllo sociale ed economico delle persone. Tutto questa meccanismo è stato ribaltato e Vicenza dalla popolazione che, anziché cadere nella trappola della guerra, ha rivendicato il proprio diritto di vivere su un territorio libero dal dominio della distruzione.

La massiccia e consapevole partecipazione dei cittadini può ribaltare i dispositivi bellici e apre uno scenario nuovo nella scena politica italiana ed internazionale. A Vicenza come in Val di Susa come in Chiapas, si assiste una nuova dinamica di riappropriazione politica dei territori da parte delle popolazioni che rivendicano pace, giustizia, reddito e dignità. E’ questa l’azione ecologica che le moltitudini del pianeta oggi mettono in campo per riprendersi la vita, con queste teste e queste mani e queste gambe colorate di arcobaleno noi vogliamo camminare.

Vicenza per noi Verdi di Rimini rappresenta un esempio di lotta contro l’inquinamento culturale, sociale, ambientale, economico e politico che la guerra produce e per questo aderiamo alla manifestazione nazionale del 17 febbraio con la convinzione che la base Usa non deve essere fatta ne lì, ne altrove, perché i territori sono delle popolazioni e non della guerra e degli affaristi che vogliono speculare ai danni delle collettività. Aderiamo altresì all’assemblea indetta dal laboratorio Paz di Rimini per lunedì 29 gennaio ed al sit-in contro la guerra che si terrà Sabato 3 febbraio alle ore 17.30 davanti alla prefettura di Rimini.

Associazione dei Verdi di Rimini

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