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Mercoledì 31 gennaio 2007 15:33 Padova - Le mani sulla città

Via Anelli: il suo futuro si fa sempre più ombroso, ma tutto potrebbe essere chiarito con una frase molto semplice, ma chiarificatrice delle dinamiche che sono in corso: “a ognuno la sua fetta di torta”. Dietro a tante discussioni di intenti , si giocano interessi che vanno bel oltre la semplice riqualificazionee che dimostrano in sé tutta l’ovvietà di conflitti istituzionali tra agenti di territorio, quali Comune e Regione, finalizzati ad uno scontro di potere che pagherà la città.

Ieri la conferenza stampa promossa dalla Regione, non ha sciolto il nodo centrale e neanche trovato una soluzione, ma anzi come sottolinea oggi l’editoriale del quotidiano Il Mattino: “ intorno a via Anelli si sta giocando una partita tutta politica, tra centro sinistra e centro destra”. In gioco però c’è una partita ben più ampia, fatta di interessi privatistici, che odorano di speculazione , di poteri forti legati alle grandi cordate finanziarie che su via Anelli si apprestano a mettere le mani. Ater, Regione, Comune e Esu non sono certo escluse da questo gioco, ma anzi sono parti in causa, in cui ognuno desidera guadagnare il più possibile dal bronx.
Difficile ipotizzare scenari limpidi, dietro alla proposta che ieri l’Assessore Regionale Massimo Giorgetti ha esplicitato come progetto di riqualificazione. I nodi però vengono al pettine. In sintesi: in via Anelli di patrimonio pubblico non se ne parla, invece di riqualificazione basata su un introito economico per ciascuna delle parti in causa si.
Lo ha esplicitato chiaramente anche l’Assessore Regionale Giorgetti, che ha chiarito la disponibilità di contribuire con 10 milioni di euro per costruire 77 mila metri quadri in tre zone del territorio comunale, unicamente se l’ente potrà acquistare i 100 alloggi nelle mani del Comune a prezzo di costo. Di primo acchito, in buona fede uno potrebbe pensare, che questo accordo in qualche modo risponde alla crescente emergenza abitativa, ma le tre aere individuate fanno già parte di un accordo di intenti, sottoscritto lo scorso ottobre e di cui, novità, la Regione vuole far passare da aere Peep a zone ad edilizia residenziale pubblica. Un passaggio che non agevolerà lo sgombero delle restanti palazzine, perché saranno esclusi dall’assegnazione i soggetti non domiciliati, ovvero coloro che occupano i mini appartamenti senza esserne proprietari o residenti.
Ecco quindi che su questa proposta si spiegano le reazioni del sindaco Zanonato e dell’Assessore Ruffini. Un accordo sostanzialmente non c’è, perché questo progetto lascerebbe il Comune a bocca asciutta.
Mentre Regione, Ater e Esu si metterebbero in tasca molto di più di quei 10 milioni di euro sborsati per l’edilizia residenziale pubblica, una volta fatte entrare in gioco, ipotesi confermata tra l’altro anche dall’assessore all’urbanistica mariani di Padova, le cordate private.
Ecco quindi che il puzzle si ricompone ed il punto nodale tra interessi politici, privati e di parentele ( pensiamo alla cordata finanziaria nella mani del cognato di un consigliere comunale dello Sdi, ) è chi ricostruirà l’area?. Un nodo che si scioglierà forse il prossimo 14 febbraio quando a dire la loro saranno anche i proprietari dei 176 mini di via Anelli. La logica che unisce Comune, Ater, Esu e non ultime le cordate finanziarie private è la stessa: i temi reali come la progettazione urbanistica della città, diventano oggetto di attenzioni particolari, di interessi privati che prevalgono sulla dimensione collettiva.

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