Un gruppo finanziario, non padovano, sarebbe disposto a investire 20-25 milioni di euro per riqualificare il residence Serenissima. La notizia è stata divulgata da Carlo Maria Guarnirei, uomo di fiducia dell’architetto Giuseppe Schvarcz che,con il benestare di una catena di imprenditori locali, aveva presentato al Sindaco Flavio Zanonato il progetto di una avventuristica torre a otto piani circondata da una base di vetro a forma di goccia e provvista di garage sotterraneo.
Di per se la notizia sembra non avere grande rilevanza, ma se si legge tra le righe si scoprono risvolti interessanti. Il primo, ineluttabile, è la conferma che dietro alla riqualificazione dell’area ruotano grandi interessi. Al contrario di chi in questi mesi si è speso in proclami per una riqualificazione sociale dell’area. Dietro a via Anelli assistiamo però - e questa ne è una conferma - alla volontà di portare avanti un progetto bastato su grandi interessi economici, come in questi mesi l’amministrazione comunale ha dimostrato su altre aree della città. Basta solo pensare al Contratto di Quartiere che interessa l’area del Portello, alle scelte destinate al futuro del parco Iris e non ultima il via libera che interessa l’area del Basso Isonzo. Sulla questione relativa al futuro di via Anelli, c’è una logica chiara che fa da filo conduttore tra i soggetti interessati, dove temi reali come la progettazione urbanistica della città, diventano oggetto di attenzioni particolari, di interessi privati che prevalgono alla dimensione collettiva.
Questa è la stessa logica che lega Comune, Ater, Esu e non ultime le cordate di privati che cercano di mettere le mani sul futuro di via Anelli.
Il progetto in questione è lo stesso che questa estate è stato depositato sul tavolo del Sindaco Flavio Zanonato. Oggi quella visione futuristica, rappresenta una questione materiale con veri e propri fondi pronti ad essere investiti.
Tutto questo potrebbe non sorprendere attenti osservatori, comitati semplici cittadini, che stanno ponendo in contraddizione le scelte che questa amministrazione sta portando avanti in assenza di qualsiasi pianificazione pubblica.
Leggendo tra le righe, si svelano però sopraffini meccanismi che legano interessi politici, personali e parentali.
Spieghiamo meglio. Quest’oggi Carlo Covi, Consigliere Comunale dello Sdi, si schiera a favore delle ronde padane, definendole un " atto di protagonismo da parte della cittadinanza", sottolineando egli stesso la sua predisposizione ad un meccanismo di questo tipo, sottolineando la propria candidatura e disponibilità con il suo collega di partito Paolo Manfrin, leader del Comitato Stanga promotore di ronde all’interno proprio di via Anelli.
Se si prova a fare uno più uno, mettendo insieme tutte queste cose, ecco che si compone un puzzle dai contorni loschi: Carlo Maria Guarnirei, promotore del gruppo fianziario, è un ex assessore diessino della giunta di Selvazzano, Giuseppe Schvarcz è il cognanto di Carlo Covi, Sandro Faleschini, presidente della commissione urbanistica comunale, è anche lui del partito dello Sdfi.
Ecco quindi, che si compone un bel quadro familiare, intreccio di legami politici e parentali. Le domande intorno al futuro di via anelli sorgono spontanee. Questa emergenza criminalità sbandierata proprio da esponenti dello sdi, non è che forse è stata costruita ad arte, per agevolare un ragionamento molto semplice meglio una speculazione selvaggia che uno status di emergenza?
Non è che forse proprio dietro al consenso espresso sulle ronde dal Consigliere Covi e dal suo collega di partito Manfrin, ci sia in realtà un meccanismo per spingere verso una ad interessi di natura privata e non collettivi?
Non è che forse dietro a via anelli si stia consumando una guerra di speculazioni economiche legate proprio a schieramenti politici finalizzati a mettere a frutto un saccheggiamento del territorio? Non che forse gli interessi di privati prevalgano su una dimensione collettiva? Non che forse temi reali come la riqualificazione della città, stiano diventando oggetto di speculazioni?
Proprio su questi temi come Radio Sherwood vogliamo aprire una discussione. Chissà, non taccia può essere proprio il moto con cui invitiamo tutti a trovare un nome, un volto a chi sulle spalle di Padova sta costruendo i propri interessi privati.