Abbiamo partecipato attivamente e con interesse alle mobilitazioni contro il “Dal Molin” e l’ampliamento della base militare che oltre ad una crescita della presenza armata statunitense in Italia (si parla di 5000 soldati) porterebbe ad una modificazione di quel territorio, con cementificazione massiccia e la privazione/privatizzazione di spazi pubblici e, pertanto, di tutti, a spazi e interi ettari di territorio asserviti alle logiche del militarismo e della guerra.
Per questo, come contro la militarizzazione dell’aeroporto Fellini a Rimini nel marzo del 2005, abbiamo ritenuto fondante l’elemento di ribellione e di resistenza attiva ai processi di biopotere che governano Vicenza e lo Stato italiano oggi, processi che sottendono a chi pensa che il Governo Prodi esporti la pace a colpi di nuovi finanziamenti militari e di consensi/assensi allo strapotere Nato sul territorio nazionale.
Non è più pensabile appellarsi solo all’art. 11 della costituzione “L’italia ripudia la guerra”, perché la guerra è oramai insinuata nelle nostre vite, nei processi di esclusione della popolazione - ben evidenti negli ultimi tempi anche nel nostro territorio specie sulla questione inceneritore - in quei meccanismi che rendono le nostre città tutte uguali e grigie nell’articolazione dei loro problemi: polizie speciali, caserme, cementificazione, inquinamento, precarietà, esclusione, caro vita…
Essere a fianco dei cittadini di Vicenza è riconoscersi non solo nella loro giusta battaglia, ma anche nel processo e nel metodo che l’ha contraddistinta, un metodo che punta alla costruzione di un bene comune inteso, non come mera testimonianza non violenta, ma come cooperazione dal basso, insubordinazione e antagonismo reale.
Siamo stati a Vicenza il 5 novembre del 2006, all’assemblea nazionale contro le servitù militari, invitati per raccontare le lotte contro la militarizzazione dell’aeroporto Fellini. Siamo stati a Vicenza il 2 dicembre 2006, a fianco di altre 30.000 persone con queste parole: per la difesa della terra, per un futuro senza basi di guerra .
Per queste ragioni, per chi crede che il bene primario sia la vita umana, qui come altrove, per chi abiura la guerra in ogni suo forma abbiamo voluto questo presidio contro il “Dal Molin” nel luogo simbolo, la Prefettura, che rappresenta il governo.
Lab. Soc. Occ. Paz
Adesioni e realtà che hanno partecipato al presidio:
Ass. No Border!, Coordinamento Rifiuti zero - Contro l’inceneritore, Globuli Rossi, Verdi - Rimini, Ass. Rifiuti zero, Meetup Beppe Grillo, Comitato No Trc (Riccione), Greenpeace Rimini