Il Consiglio dei ministri ha varato ieri il decreto contro la cosiddetta violenza negli stadi.
Tredici articoli per frenare la violenza negli stadi dopo la vicenda di Catania. Durissime le disposizioni adottate mentre già a partire da domenica prossima riprendono le partite negli stadi. the show business del calcio va avanti ma allarma la durezza dell’ondata repressiva decisa dal governo. Tra le altre cose, le disposizioni previste dal ddl prevedono, come era stato già anticipato nei giorni scorsi, la trasformazione del Daspo: il divieto di ingresso allo stadio in misura preventiva applicabile anche ai minori, l’estensione della flagranza differita delle attuali 36 ore a 48.
Aumentano anche le pene per il reato di resistenza a pubblico ufficiale che passano dai 5 ai 15 anni di carcere. Disposizioni che come si è già sperimentato in passato non agiscono soltanto contro il cosiddetto tifo violento ma inaspriscono anche i dispostivi di repressione e di controllo sociale.
Il commento di Francesco Peverieri - ass.ne NoiUltras - sulle misure del ddl. Preoccupa in particolare uno dei primi articoli, il Daspo che è già stato applicato anche nei contesti dei movimenti sociali, sul divieto di partecipare a manifestazioni sportive che adesso "può essere disposto nei confronti di chi sulla base di elementi oggettivi risulta avere tenuto nel passato una condotta finalizzata alla partecipazione ad episodi di violenza":
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