Da Catania a Vicenza il passo è breve. Almeno nei commenti proposti dai media. Oggi Pierluigi Battista firma l’editoriale su Il Corriere della Sera "Vicenza e Violenza" scrive: "Spira una brutta aria, attorno alla manifestazione del 17 febbraio a Vicenza. Si temono, scrive sempre Battista, infiltrazioni tra i dimostranti contrari all’allargamento della base Usa".
L’editoriale continua con la descrizione di ipotetici e quanto mai fantomatici scenari di violenza. Per poi arrivare alla ciliegina sulla torta: quella del revival anni ’70: nello specifico l’editoriale scelto dal Corriere ripropone l’episodio della cacciata di Luciano Lama dall’Università di Roma nel 1977. La rilettura del passato applicata all’interpertazione di quanto sta avvenendo in questi giorni passa per una sottile linea strategica, quella di proporre un ruolo ben definito per Rifondazione Comunista e in genere per la cosiddetta "sinistra radicale" all’interno della costruzione della manifestazione del 17, ma più in generale propone un modello per tentare di controllare i movimenti.
L’editoriale del Corriere fotografa d’altra parte la forze dei movimenti nel pieno della crisi di rappresentanza che la vicenda di Vicenza ha messo ben in evidenza sottolineando le contraddizioni e le ambiguità delle scelte governative appoggiate da quanti solo a parole si dichiarano contrari e nei fatti votano per il rifinanziamento della missione in Afghanistan o per l’ampiamento della base a Vicenza.
Il commento di Luca Casarini sull’editoriale de Il Corriere della Sera mette in evidenza le contraddizioni e le difficoltà della cosiddetta "sinistra radicale" e svela gli attuali meccanismi del comando:
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