RASSEGNA STAMPA

* Fonte - Agenzia di stampa Ansa

IMMIGRAZIONE: Contro i CPT corteo nazionale a Bologna

Bologna - Sabato 10 febbraio 2007

IMMIGRAZIONE: CONTRO I CPT CORTEO NAZIONALE A BOLOGNA

(ANSA) - BOLOGNA, 9 FEB - Partira’ da piazza Maggiore, a Bologna, la manifestazione nazionale per la chiusura dei centri di permanenza temporanea (Cpt) per gli immigrati clandestini organizzata il 3 marzo da alcuni collettivi e centri sociali locali.
Un corteo che percorrera’ quasi tutta la citta’ per concludersi in periferia in via Mattei, davanti al Cpt bolognese. E a sfilare per dire no ai Cpt ci saranno pure scrittori come Carlo Lucarelli, Stefano Benni, Simona Vinci, Erri De Luca fino, l’attore Moni Ovadia e il fotografo Tano D’Amico che, come riferito dagli organizzatori alla stampa, hanno assicurato la loro presenza.
’’Il nostro e’ un appello a riprenderci le piazze e le strade di questa citta’ per reclamare dal basso la chiusura immediata dei Cpt’’ spiega Gianmarco De Pieri, voce del centro sociale Tpo. Per questo, ha aggiunto, ’’comunicheramo e non chiederemo alla questura di fare il concentramento alle 14.30 in piazza Maggiore per arrivare in via Mattei’’ lungo un percorso (dalla piazza a Strada Maggiore, passando per via Massarenti fino a via Mattei) che per gli organizzatori ’’non e’ negoziabile’’. Attesi a Bologna manifestanti da varie regioni (perfino una delegazione da Palermo) che arriveranno in pullman oppure ’’occupando i treni’’, hanno annunciato i collettivi bolognesi. Una posizione ancor piu’ dura dopo l’esito della visita fatta il 6 ottobre scorso dalla commissione ministeriale presieduta da Steffan De Mistura nel centro di via Mattei. ’’Abbiamo il peggior centro di permanenza d’Italia e il peggior modello di governance d’Italia’’ ha incalzato De Pieri ricordando la presenza di un numero eccessivo di sbarre e cancelli posti alle finestre, spesso ’’oscurate completamente da lastre fissate al muro’’. Ma bersaglio delle critiche sono stati anche gli enti locali: dalla Regione, che ’’ha il dovere di prevedere protocolli per intervenire in situazioni di emergenza’’ specie a livello sanitario fino alle politiche per la sicurezza del Comune di Bologna. In particolare contro la convenzione in atto tra Palazzo D’Accursio e le associazioni di pattuglianti privati che affiancavano la questura in alcuni interventi, i collettivi hanno chiesto al Comune di chiarire le relazioni esistenti e annullare le convenzioni. ’’Ci auspichiamo che queste persone non si ripresentino piu’ in piazza. Sarebbe un gesto inaccettabile di minaccia al quale il movimento dovrebbe assolutamente rispondere’’, ha detto un esponente del Tpo.
(ANSA).

2007-02-09 15:44:00

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