La rete Studenti ribelli veneto si prepara allo sbarco - Countdown verso il 17 febbraio.
La mobilitazione contro il Dal Molin è sicuramente un passaggio importante nella storia recente di Vicenza e di tutta Italia in cui un’intera comunità si è attivata per rivendicare la propria autonomia riguardo le decisioni che influsicono sulla qualità di vita e sul territorio riuscendo a coniugare ciò con il ripudio alla guerra" Inizia così l’appello lanciato dagli studenti medi verso la manifestazione nazionale del 17 febbraio contro il Dal Molin.
Una serie di iniziative sta caratterizzando il count-down verso sabato 17: venerdì 9 febbraio a Padova l’appuntamento davanti alla prefettura per un’azione comunicativa che ribadisce il no alle basi di guerra nei nostri territori e che contesta con decisione le scelte dell’attuale governo di centro-sinsitra: una trincea di filo spinato davanti alla prefettura e una ventina di studenti con le tute bianche macchiate di rosso.
. "Infatti chi a grandi parole si proclamava contro la guerra è proprio chi adesso destina miliardi per finanziare le missioni estere in Afghanistan e Iraq, come per le basi militari americane, e dall’altro lato però taglia nuovamente i fondi per la scuola e l’istruzione pubblica, decidendo di investire nella morte piuttosto che nella cultura".
Dalle voci di Enrico e Filippo - Global Students Padova - alcuni commenti sull’iniziativa:
"Abbiamo voluto portare in piazza una cultura di pace: questa iniziativa promossa dalla rete studenti ribelli Veneto rappresenta l’inizio del count-down delle mobilitazioni effettive anche all’interno delle scuole verso la manifestaizone nazionale del 17":
[ audio1 ]
Filippo sottolinea le contraddizioni delle scelte del governo di centro-sinistra: "12 miliardi di euro in più per le spese militari nell’attuale finanziaria: questo governo preferisce la sicurezza agli investimenti sulla cultura e la ricerca"
[ audio2 ]