Sotto al consolato statunitense di Milano centinaia di studenti, precari e migranti, hanno dato vita ad una "mobilit-Azione, un "NO WAR HAPPENING" contro ogni base e ogni guerra senza se e senza ma per costruire attivamente la manifestazione nazionale di sabato 17 febbraio a Vicenza contro la base Dal Molin."
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E’ stato mostrato alla cittadinanza cosa comporterebbe la costruzione di una base militare, con la simulazione dell’occupazione di una delle piazze del centro della città, la costruzione di check-point e di una base con tanto di soldati U.S.A. e prigionieri di Guantanamo in tuta arancione. "Abbiamo cercato di rendere palese cosa significa vivere in un territorio occupato militarmente da cancellate e soldati, aerei e carri armati, contro questa assurda guerra che non è solo in Afghanistan e in Iraq ma è quì ed adesso, a Vicenza come a Milano!"
"Siamo sotto al consolato perchè rappresenta le decine di basi sparse in Italia e per l’Europa e quelle in costruzione, luoghi di distruzione e di controllo da cui ogni giorno la politica di guerra si espande a macchia d’olio."
Non viene risparmiato nessuno, parole dure contro il governo "che al contrario di ciò che aveva detto sta rifinanziando le missioni militari e avvallando il progetto Usa della nuova base, in continuità con le politiche di guerra bushiste del precedente governo."
"NO ALLA CULTURA DELLA GUERRA": Ampia partecipazione anche del Coordinamento dei Collettivi Studenteschi che verso la mobilitazione del 17 a Vicenza "lancia cinque giorni di mobilitazioni:autogestioni e occupazioni nelle scuole di Milano e Provincia dal 12 al 16 febbraio"
Dal camion, nel pomeriggio interventi di una delegazione dell’Assemblea Permanente contro il Dal Molin di Vicenza hanno lanciato la manifestazione del 17 febbraio: "Il presidio permanente contro il Dal Molin a Vicenza è una comunità in resistenza; una lotta che non si è fermata dopo il corteo dei 30.000 di dicembre. Cittadini e associazioni e organizzazioni hanno deciso di opporsi; Vicenza vuole fermare questo scempio, se necessario anche seguendo l’invito di molti a mettere in gioco i propri corpi."
Dopo il "NO WAR HAPPENING", in Cantiere, "Diritto di fuga dalla guerra!" delegazioni dell’assemblea permanente contro il Dal Molin, e del Centro Sociale TPO di Bologna, senza se e senza ma contro la guerra in ogni sua forma, dalle basi ai cpt dal ricatto delle servitù militari e quello della fortezza Europa.