Oggi si è svolta "l’Operazione: Basi?? cancelliamole!!" sotto al consolato americano di Milano, centinaia di persone hanno inscenato la militarizzazione del territorio per comunicare con la cittadinanza della metropoli e mettere in evidenza che la guerra attraversa le nostre città, per affermare in maniera radicale che il "No alle basi militari" è frutto di molteplici istanze e insindacabili bi-sogni delle comunità locali e dei movimenti.
All’happening contro la guerra globale hanno preso parte centinaia di persone da Milano, ma anche da tutto il nord Italia, chi a Vicenza e a Novara si batte in prima persona per impedire la moltiplicazione delle basi e degli strumenti di guerra e chi a Bologna sta organizzando la manifestazione del 3 marzo contro i CPT, per continuare con l’assemblea pubblica "Diritto di fuga dalla guerra" in Cantiere, insieme l’associazione Ya Basta! Milano alle 18.00.
Il messaggio chiaro e radicale che abbiamo lanciato è quello delle moltissime persone che contro la guerra e la base non sono disposte a mercanteggiare, quello di chi ha capito benissimo, come i cittadini vicentini, che non solo non ci sono governi amici, ma c’è un vero e proprio tentativo di governance in atto per farci stare tutti zitti, per fermare i movimenti e segnare le strade della compatibilità, farne le uniche percorribili, seppure inutilmente dal punto di vista di chi vuole realizzare una trasformazione dell’esistente. Anche per questo a Vicenza non si voranno vedere bandiere di partito.
A Vicenza una intera collettivita’ e’ insorta. Le istanze di difesa dei beni comuni, primo fra tutti il territorio stesso e la volonta’ di opporsi quotidianamente e irriducibilmente alla guerra globale permanente. si sono trovate una a fianco all’altra come principi di autogoverno della vita, contro distruzione ambientale e morte. Ciò che avviene là rimanda immediatamente a tutte le lotte che in questi anni si sono sviluppate a partire dalla comprensione del fatto che la guerra stessa è un crudele dispositivo utile al dominio quì e altrove, utile ad imbavagliare il dissenso e occupare i territori, utile a diffondere quella cultura di guerra che è la prima nemica del bisogno di autoformazione che ha attraversato le scuole e le università in rivolta di fronte alle contro-riforme.
Il disegno di comando e guerra con la stessa logica vorrebbe, contro il volere della cittadinanza, assemblare i micidiali caccia F35 a Novara alla base di Cameri.O ancora sulle frontiere, interne ed esterne, trasforma città in ghetti, costruisce prigioni del controllo a cielo aperto come i CPT, lascia naufragare migliaia di persone, abbandonandole al loro destino anche in questo momento al largo del Mediterraneo, in nome della difesa della Fortezza Europa.
Il 17 febbraio saremo tutte e tutti a Vicenza per attraversarla con un corteo moltitudinario, capace di esprimere il bisogno inarrestabile di autogovernare le proprie vite e di espellere la guerra da tutti i territori, di resistere a tutta la sua brutalità, alla distruzione che provoca e all’arroganza di chi la fa, sulle nostre ed altre teste, a danno delle nostre e altre vite.
Cantiere
Ya Basta!Milano