COMUNICATI

Padova - Lettera aperta alla città

Storia di un parco… Bando al bando!

Padova - Domenica 11 febbraio 2007

Il Parco “Fantasia” era una discarica, una di quelle aree dismesse e dimenticate dalle amministrazioni locali; a partire dal 1992 come Centro Sociale Occupato “Pedro”, cominciammo una campagna per la riconversione della discarica in un parco. Tra le prime attività che cominciammo a seguire ci fù l’allestimento di un campo di accoglienza per profughi della guerra dei balcani e successivamente l’organizzazione di eventi quali ad esempio alcuni concerti. Successivamente fù raccolta dall’amministrazione Zanonato l’idea e la volontà di realizzare il parco.
In questa opera di riconversione ci impegnammo presentando un progetto che vedeva l’attivazione di strutture sportive di un piccolo anfiteatro per proiezioni di film, concerti e spettacoli teatrali e la costruzione di una area verde fruibile quotidianamente. Ci offrimmo anche come responsabili nel poter coordinare le attività in tutto l’arco dell’anno o solo per alcuni periodi. Tuttavia non ci fù data mai nessuna risposta, ed il parco fù costruito con notevoli carenze: mancano le zone d’ombra, il mare di ghiaia che compone gran parte dell’area lo rende poco agibile a mamme, bambini e carrozzine, l’assenza di attività organizzate e l’incuria segnano infine il suo stato di abbandono. Continuammo ugualmente ad organizzare alcuni eventi credendo nel valore degli spazi verdi e pubblici come nodo di condivisione del territorio per i cittadini e rivendicando la conquista di un’area verde nata dal cemento.
In queste attività coinvolgemmo anche altre associazioni ed organizzazioni, consapevoli di essere solo una delle parti che costruiscono quella Padova viva, solidale e cooperante, che pone l’attenzione sui diritti di cittadinanza anche come qualità della vita nei e dei quartieri. Con la l’amministrazione Destro, sul parco e sull’intero quartiere incombeva poi l’incubo di un progetto di rete stradale che avrebbe trasformato il parco in una nuova superstrada, ed il quartiere in un salvacondotto per il traffico. Ci battemmo allora contro questo megaprogetto di cementificazione e dequalificazione del quartiere, e come lo fecimo noi lo fecero anche gruppi di quartiere e singoli cittadini.
Ora possiamo dire di aver vinto la battaglia di dequalificazione del quartiere e di salvaguardia del Parco “Fantasia”, tanto più che l’amministrazione comunale ha lanciato un bando per una convenzione triennale sulla manutenzione, sorveglianza e gestione del parco, abbandonando quindi l’idea di rovesciarci sopra una colata di asfalto.

Questo bando si rivolge formalmente alle associazioni ed alle cooperative presenti ed operanti nel Comune di Padova, dicendo di voler promuovere collaborazioni e rapporti innovativi tra amministrazioni e realtà cittadine, dicendo di voler ridare centralità ai quartieri nella gestione delle proprie aree però cosa scopriamo?

Scopriamo una anomalia di questo bando a confronto con qualsiasi altra simile esperienza sperimentata in altri comuni, scopriamo che non c’è nessun tipo di sostegno economico nemmeno iniziale per l’attività di associazioni e cooperative che dicono di voler far emergere; scopriamo che le spese di manutenzione, di uso di utenze e servizi, e di eventuali lavori di ottimizzazione o di riparazione a danneggiamenti (anche se compiuti da ignoti) saranno totalmente a carico della associazione o cooperativa che già in modo volontario se ne assume la gestione; scopriamo che oltre a dover provvedere all’apertura, chiusura, manutenzione ed animazione del parco, il responsabile dovrà (sempre in modo gratuito) garantire anche tempi e spazi per attività organizzate dall’amministrazione comunale o da terzi per essa;
scopriamo queste e molte altre clausole che soffocano nella pratica associazionismo e volontariato (che già difficilmente riescono ad emergere) ed aprono lo spazio di gestione solamente a chi può già disporre di una cospicua base economica o a chi sul parco ha un interesse puramente speculativo.

In questo bando, che comunque decreta la sconfitta dell’amministrazione nell’intento di trasformare il parco in una tangenziale, leggiamo un chiaro intendo di scaricare sui cittadini responsabilità di mera gestione e sorveglianza del territorio, riducendo così i costi per l’amministrazione comunale, ma senza sostenere le forme di autorganizzazione della cittadinanza. Denunciamo un atteggiamento che si sta riproducendo sulle aree verdi come sui servizi, come sulle case e su tutto il bene pubblico, un atteggiamento di speculazione, sfruttamento e sorveglianza e non di cura, di compartecipazione e rivalutazione dello spazio condivisibile, pubblico, cittadino.

Moltissime associazioni e cooperative hanno rinunciato all’alettante idea di gestione del parco per le condizioni di restrizione e servitù nelle quali il bando costringerebbe ad operare. Hanno rinunciato a fronte di una propria dignità che non li può veder relegati a guardiani del parco ma bensì a promotori della riqualificazione sociale ed ambientale di un quartiere.

Di fronte a questo ennesimo tentativo di mercificazione del territorio noi rispondiamo nuovamente con la nostra forza creativa, con la nostra progettualità, con la nostra voglia di costruire insieme ad altri, spazi di cittadinanza che migliorino la qualità della vita per tutte e tutti.

Presentiamo un progetto che per noi è realmente riqualificante per il parco e per il quartiere, un progetto che include un percorso di educazione ambientale con piante autoctone, fruibile da cittadini e scuole, un progetto che coordini diverse realtà e non elegga un unico guardiano e responsabile, un progetto che apra collaborazioni anche con l’Università di Padova e con le istituzioni dell’Unione Europea, un progetto che ascolti e nasca dal quartiere, un progetto in grado anche di camminare in modo autonomo dalla amministrazione e dalle tasse dei cittadini nella ricerca di contributi economici, un progetto che ci include solo come una piccola parte della moltitudine che può costruire uno spazio comune e che abbisogna di una migliore qualità della vita di quartiere.
Il progetto che presentiamo non è la soluzione, è uno spunto di lavoro, è un primo elemento di resistenza alla mercificazione del territorio e del quartiere.

Inoltre ci offriamo come punto di riferimento nel costruire e coordinare una campagna ed una battaglia per la difesa della dimensione pubblica del Parco “Fantasia”, e per costruire insieme nel mese di maggio alcune attività di rianimazione e riqualificazione del parco, dove siano cura del territorio e cooperazione i principi guida, e non controllo e custodia. Per questo lanciamo anche un sito internet a disposizione di tutti e tutte coloro che attraverso lo strumento dell’associazionismo cercano di uscire dalla loro condizione di “invisibili” o comunque lottano per costruire un altro mondo possibile…

Questi sono i nostri primi contributi che rimettiamo alla collettività, in un percorso comune di costruzione di spazi di cooperazione e condivisione e contro logiche di mercificazione del territorio e di tornaconti personali di pochi.

Assemblea di Gestione
Centro Sociale Occupato “Pedro”

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